“L’idea di un protocollo era maturata nel mese di febbraio a seguito di danneggiamenti di esercizi commerciali. È importante – ha sottolineato il prefetto di Terni, Antonietta Orlando – perché determina una sistema di interoperatività tra i sistemi di video allarme di cui si doteranno gli esercenti e le sale operative delle forze dell’ordine. Questo sarà un deterrente per la commissione dei reati ma sarà anche, nello stesso tempo, un valido strumento investigativo per assicurare alle forze dell’ordine gli autori dei reati. Tra gli obblighi che sono presenti in questo protocollo c’è anche la costituzione di una cabina di regia presso la prefettura nella quale sarà monitorata l’attuazione del protocollo e, nel caso, saranno apportati gli opportuni aggiustamenti e nello stesso tempo sarà anche monitorato il fenomeno”.
Soddisfatti i presidenti di Confcommercio, Stefano Lupi e Confesercenti, Sergio Giardinieri.
“Tutto ciò che consolida la collaborazione fra forze sociali ed economiche, forze dell’ordine e prefettura arricchisce di contenuti il nostro senso di comunità – ha detto Stefano Lupi – noi interpretiamo questo protocollo come un ulteriore passo per conferire sicurezza e anche la percezione della sicurezza considerando le forze dell’ordine un approdo sicuro per contrastare fenomeni di illegalità o di insicurezza. Mantenere alto il grado di vigilanza è un obbligo che i commercianti hanno se non altro per tenere aperte le attività affinché non siano dei presidi isolati. Ogni luce che si accende è un deterrente per malfattori e delinquenti”.
“L’ultima volta vedemmo che non c’era numericamente un’emergenza criminalità su Terni ,nella realtà c’era e c’è un problema di percezione doppio in quanto il commerciante è anche un cittadino e quindi questa azione ulteriore di difesa passiva non può fare altro che bene alla città e ai singoli – ha detto Giardinieri – il commerciante deve essere il primo a rispettare le norme e a denunciare quello che avviene, cosa che non sempre purtroppo capita”.
“La finalità di questo protocollo – ha ribadito infine il prefetto – è quella di modello della sicurezza partecipata nel senso che è importante che anche i gestori degli esercizi commerciali partecipino in questo modo a rendere maggiore sicurezza, attraverso le denunce e il mettere a disposizione le immagini che sono nei loro sistemi di video allarme”.