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DI CHIARA FURIANI
Era certamente l’appuntamento più atteso, soprattutto per l’annunciata presenza del divo americano sul palco del Santa Giuliana.
Già dal pomeriggio si respirava a Perugia l’atmosfera delle grandi occasioni e di fronte all’Hotel Brufani, dove Depp alloggiava, si era radunato un nutrito nugolo di fans.
Jeff Beck, il vero titolare della serata, è annoverato tra i maggiori chitarristi rock al mondo ed è stato tra i protagonisti della scena britannica già dagli anni ’70.
Ma è evidente che, senza Depp come illustre comprimario, l’evento non sarebbe stato così affollato.
Vista così, senza dubbio Umbria Jazz ha fatto centro, registrando per questo concerto i numeri più alti del festival in termini di presenze.
La musica, però, è un’altra faccenda.
Beck ha fatto il suo, sfoggiando virtuosismo a go go in una scaletta composta soprattutto di cover, degnamente accompagnato da bassista e batterista stellari – donne entrambe.
Depp, alla chitarra e alla voce, ha fatto una discreta figura, ma difficilmente verrà ricordato negli annali del festival.
Sono ben altri i momenti che resteranno di quest’anno: Tom Jones, Jamie Cullum, Kingfish, i molti concerti di jazz duro e puro al Teatro Morlacchi.
Salutiamo un’edizione tutto sommato di ottimo livello che ha segnato il pieno rilancio post-covid, aspettando un 2023 con un calendario probabilmente di altissimo livello, visto che si festeggeranno i 50 anni della manifestazione.
Nell’attesa, non resta che godersi i prossimi appuntamenti di Umbria Jazz: la tre giorni ternana a settembre con Mario Biondi, Christian De Sica e Fabrizio Bosso, più i consueti live nei club cittadini e a Natale sarà poi la volta di Orvieto.
Gli appassionati non saranno costretti ad attendere la prossima estate per soddisfare la propria voglia di musica.











