La festa di Carnevale c’è stata. E pure frequentata: sia a Narni che allo Scalo nessun bambino o bambina ha rinunciato a mascherarsi e poi ad uscire di casa. Nel centro poi le maschere si sono radunate davanti al Comune per un po’, poca, animazione, e tanta musica (un po’ alta). Le maschere si sono divertite, manco a dirlo, avevano a disposizione anche un gonfiabile, come nei compleanni, ma come accade da anni, non c’è una vera direzione del Carnevale narnese, che parta da lontano, come quella di Marcello Contavalli che aveva tirato la linea del divertimento e dell’organizzazione. Ai tempi le maschere sfilavano compostamente per il Corso tra piogge di coriandoli interpretando delle coreografie, impegnando giovani sì ma anche tanti adulti.
Lo spirito si è perduto purtroppo ed ora si assiste a corse sfrenate, a coriandoli ripresi da terra, a bombolette sparate in dieci secondi. E le stesse tirate senza pietà. Forse è il massimo che il Comune può pensare ma di certo un diverso atteggiamento che riporti alle origini, al divertimento di grandi e piccini sarebbe auspicabile: ci sono dodici mesi per pensare a qualcosa di diverso, di coinvolgente che inizi prima e finisca più tardi. Comunque sia ancora per qualche ora, viva il Carnevale.











