Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio con l’accusa di evasione fiscale.
Al sindaco di Terni viene contestato di non aver pagato imposte per circa 20 milioni di euro, fra il 2018 e il 2022, in qualità di amministratore unico della università telematica Nicolò Cusano.
Prima udienza davanti al giudice monocratico di Roma il 4 giugno.
Bandecchi , come si sa, è sotto processo anche a Terni dove è accusato di interruzione di pubblico servizio, minaccia a un corpo politico, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, in riferimento a un convulso consiglio comunale dell’agosto 2023. Prossima udienza il 19 febbraio.
Quanto alla decisione del Tribunale di Roma Bandecchi ha commentato: “nessuna sorpresa, tutto come previsto, me lo aspettavo. Speriamo di poter dimostrare nel processo la nostra innocenza”.
Nella richiesta di rinvio a giudizio i pm scrivono che Bandecchi, in concorso con altri tre indagati, “al fine di evadere l’imposta sul reddito della società” ha omesso “di indicare nella dichiarazione Ires elementi imponibili” per una cifra che complessivamente supera i 20 milioni di euro. Gli indagati si sono, quindi, avvalsi “dell’illecita fruizione fiscale prevista all’articolo 74 del Testo unico delle imposte sui redditi”.
Un fiume di denaro che sarebbe stato “reimpiegato” in investimenti che nulla hanno a che vedere – secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza – con il core business dell’Ateneo telematico. Nel gennaio del 2023 i finanzieri hanno proceduto al sequestro di un vero e proprio patrimonio. Tra i vari investimenti, l’Università ha acquistato, per finalità non strumentali alla formazione universitaria, un elicottero e quattro auto di lusso e sarebbero state addebitate all’Ateneo anche spese personali dell’imprenditore per 1,9 milioni di euro: si tratta perlopiù di biglietti aerei, soggiorni in alberghi per motivi estranei all’attività istituzionali.
Sono state sequestrate una Rolls Royce Phantom di proprietà dell’Ente e acquistata nel 2018 dall’Ateneo per 550mila euro “con bonifici provenienti dai conti correnti intestati all’università “, e una Ferrari, acquistata nel 2020 per 505mila euro con almeno 200 mila euro provenienti da conti correnti intestati all’università.











