Le indiscrezioni (non smentite) sulla volontà della maggioranza di governo della regione di voler accorpare in una Usl unica le due attuali di Perugia e Terni animano il dibattito politico.
Oggi la minoranza di centrodestra ha presentato in assemblea regionale una mozione firmata dai consiglieri Pace, Pernazza e Melasecche in cui si chiedeva l’impegno della giunta regionale a “mantenere distinte e autonome le Aziende Usl Umbria 1 (Perugia) e Usl Umbria 2 (Terni) e le due Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni”. Quindi “confermare formalmente il mantenimento di due distinte Aziende Usl regionali, Umbria 1 (Perugia) e Umbria 2 (Terni), escludendo qualsiasi ipotesi di accorpamento o accentramento che ne comprometta l’autonomia, pur nella necessaria collaborazione;
garantire in modo esplicito la permanenza della sede legale, amministrativa e direzionale della Usl Umbria 2 nel territorio della provincia di Terni;
scongiurare ogni ipotesi di accorpamento delle due Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni;
escludere trasferimenti di funzioni strategiche, uffici o centri decisionali della città di Terni verso altri territori regionali;
assicurare il coinvolgimento dell’Assemblea legislativa, delle istituzioni locali e delle parti sociali nelle scelte relative al nuovo Piano sanitario regionale;
garantire una equa distribuzione delle risorse sanitarie regionali, evitando squilibri territoriali a danno dell’area sud dell’Umbria, già penalizzata in maniera strisciante nella riduzione sistematica della stessa Regione nella seconda città capoluogo di provincia;
realizzare, finalmente, una sede di proprietà dell’Asl Umbria 2 a Terni facendo venir meno lo spreco dovuto al pagamento del canone di locazione che ad oggi somma a varie decine di milioni a favore di una immobiliare privata”.
Ma la mozione non è stata discussa perché è stata bocciata dalla maggioranza con 13 voti contrari e 6 favorevoli.
Tra gli interventi dei partiti di maggioranza quello di Cristian Betti (Pd): “Non possiamo essere d’accordo con questa mozione – ha detto – Invitiamo la minoranza a discutere con noi di queste cose nel momento in cui andremo ad analizzare il piano socio sanitario per valutare tutte le scelte e proporre la migliore riforma sanitaria possibile. In quella sede condivideremo scelte strategiche per la nostra Regione. La presidente Proietti ha dato un input specifico ai direttori per cercare di intervenire sulla razionalizzazione della spesa. Un lavoro enorme che darà i suoi frutti nei prossimi mesi e anni. Concordo – ha aggiunto Betti – che il Consiglio regionale debba avere un ruolo nelle scelte del nuovo piano sanitario regionale. È lì che dovranno essere discusse e ragionate le scelte fondamentali, e l’architettura istituzionale. Non possiamo scindere nessuno dei vari aspetti dalla discussione organica che avverrà nel piano sanitario regionale. Non si possono discutere solo un parte di queste cose. Anche sulle Asl. Quello sarà il luogo della discussione, non una mozione che estrapola una indiscrezione e la porta in aula senza un’analisi di contesto”.










