Eccolo, allora il nuovo parco, per il momento ancorato nella fantasia dei promotori. Però l’aver piantato mille alberi in un’area di Narni Scalo che sembrava destinata inevitabilmente ad ospitare case, è stato davvero un successone. Per carità a portare le piante ci ha pensato Edison, per carità a spingere pure la Regione dell’Umbria, per carità per piantare la prima altalena ci vorranno vent’anni, e però vedere mille piantine non è cosa da tutti i giorni. L’area è quella tra la Tuderte e la nuova bretella, in piano, con tanto, udite, udite di laghetto, che si alimenta da solo perché lì c’è proprio una vena d’acqua. Lorenzo Lucarelli, il sindaco, insieme a Francesco Maria Ferranti, vicepresidente della Provincia e a Massimo Quaglini, amministratore delegato di Edison Energia hanno scoperto una targa, che rimarrà lì a ricordare questo scatto di reni di una amministrazione che – sono le parole del sindaco – sta facendo, anche con la fatica degli enti pubblici, una politica di rimboschimento a qualsiasi livello. C’è da fare ma lo scoglio culturale sembra ormai alle spalle. Bello, bellissimo il polmone verde. L’ultimo lo aveva fatto Bruno Donatelli al Parco Pubblico e gli è stato anche intitolato. Giustamente.
Ora il bosco; avrà anche un nome si spera, Parco Edison, mica suona male, avrà anche una serie di abbellimenti necessari, panchine, giochi d’acqua, viali, ovviamente, ci saranno di sicuro. Lucarelli ha ricordato lo sforzo del comune, che poi dovrà per forza fare manutenzione, negli enti pubblici sempre l’aspetto più doloroso. Francesco Maria Ferranti ha promesso aiuto da parte della Provincia.
Massimo Quaglini ha ricordato la politica di Edison: “Le piante mettono radici come noi le mettiamo nel nostro territorio. Siamo molto orgogliosi di portare questo nostro contributo alla biodiversità in tante parti d’Italia. Felicissimi che sia toccato oggi a Narni”. Un aspetto per niente marginale si sta predisponendo l’impianto di irrigazione goccia-a-goccia indispensabile perché le mille piante possano rimanere in vita.
Il progetto rientra in Mosaico Verde, la campagna nazionale per la forestazione di aree urbane ed extraurbane, il recupero degli ecosistemi e la rigenerazione ambientale ideata e promossa da AzzeroCO2, in collaborazione con Legambiente.










