Hanno nuovamente scioperato e sono scesi ancora in piazza, a Perugia e Terni, per chiedere adeguati aumenti salariali, dignità e il riconoscimento e valorizzazione delle loro professionalità, i circa 250 dipendenti delle farmacie comunali umbre, farmacisti in primis, ma anche personale che svolge numerose funzioni all’interno delle strutture. La mobilitazione si inserisce nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro nazionale (Assofarm), scaduto ormai un anno e mezzo fa. A indire lo sciopero, che si è svolto in tutta Italia, oggi, mercoledì 17 giugno, sono state le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.
In Umbria, come fanno sapere gli stessi sindacati di categoria, le “adesioni allo sciopero sono state molte alte” e in alcune aziende e società, come spiegano ancora le segreterie territoriali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, “pressoché totali, fermo restando il rispetto della copertura dei servizi pubblici essenziali, come prevede la legge”.
Durante i presidi che si sono svolti nella mattinata davanti ai palazzi comunali dei due capoluoghi di provincia, entrambi molto partecipati, i lavoratori hanno anche avuto modo di incontrare i sindaci Vittoria Ferdinandi e Stefano Bandecchi, ai quali hanno illustrato loro la situazione di criticità in cui si trovano e ribadito le loro richieste. A prendere la parola sono stati i delegati sindacali dei lavoratori e dei farmacisti dipendenti, i quali hanno dimostrato una particolare combattività e determinazione a portare avanti le loro istanze nei confronti di Assofarm (Associazione delle aziende e servizi socio-farmaceutici).












