FIRMATO
“Nonostante i ripetuti appelli alla manutenzione della ciclabile fatti dai numerosi fruitori, di cui faccio parte, si riscontra un progressivo degrado dovuto alla vegetazione invadente ma soprattutto un’adeguata progettazione dell’unico guado (leggi fosso Tarquinio) su cui l’improvvisazione ha vinto sull’unica soluzione definitiva: un semplice ponticello in legno, riguardo al quale un funzionario del comune interpellato mi disse che tale soluzione risulterebbe impraticabile per l’alto rischio idrogeologico (?) sulle cui basi il manufatto dovrebbe trovarsi ad un’altezza dalla superficie dell’acqua di 4 MT!!!? altezza che non mi sembra notare nel ponte posto sulla Marattana dove lo stesso Tarquinio traversa.
Mi permetto di concludere dicendo che la cultura della mobilità lenta dalle nostre parti è ricchissima di parole ma povera nei fatti, questo oltre che rifersi ai nostri amministratori è un richiamo anche ai tanti cicloamatori che pur avendo a disposizione tratti di ciclabile non ne fanno uso”.
Le considerazioni sopra riportate sono di un lettore, ciclo-viaggiatore, che ha deciso di scriverci dopo la pubblicazione del nostro articolo di ieri.
La ciclovia Terni-Narni. Chi l’ha vista? In pochi la percorrono. Sin qui un flop!











