Otto attori, pianoforte, voce e contrabbasso: il 26 settembre a Palazzo Gazzoli va in scena l’idea di Angelo Bossi, con ingresso libero Un titolo che è già una diagnosi. «Tanto a me non succede…» è la frase che ogni giorno, in un cantiere o in un capannone, precede il gesto fatto di corsa, il casco lasciato sul furgone, la scorciatoia presa per guadagnare dieci minuti. Da quella frase nasce uno spettacolo teatrale che il 26 settembre 2026 porta la sicurezza sul lavoro dentro la Sala Blu di Palazzo Gazzoli, a Terni. Sipario alle 21:00, ingresso libero.
La produzione nasce da un’idea di Angelo Bossi ed è realizzata da Sergio Laliscia, Carlo Bandini e Francesco Astancolli. Il sottotitolo dichiara il registro: Riflessioni sulla sicurezza nel lavoro. Non una lezione, non un convegno. Un testo teatrale. Sul palco otto interpreti: Riccardo Allegretti, Francesco Astancolli, Carlo Bandini, Andrea Bassetti, Giulia Bruno, Sergio Laliscia, Marica Martelli e Tommaso Terenziani. Gli interventi musicali sono affidati a Fabrizio Longaroni, piano e voce, e ad Alessandro Bossi al contrabbasso. La regia audio è di Massimo Colabella. Perché il teatro e non l’aula Le normative sulla sicurezza vengono percepite come una materia per addetti ai lavori: combinati disposti, articoli bis e ter, commi, codicilli, allegati. Un vocabolario che tiene fuori quasi tutti. Ma la platea vera è un’altra.

È fatta di persone che ogni mattina escono di casa per andare al lavoro e la sera vogliono rientrare. Lo spettacolo sceglie il palcoscenico proprio per questo: sottrarre l’argomento al perimetro dei tecnici e rimetterlo in mano alla gente comune, invitandola a intervenire e a dire la propria. Il tono lo anticipa la locandina, affidata a un disegno che mette in fila i simboli del paradosso: l’operaio seduto su una trave sospesa nel vuoto, l’elmetto che cade, il cartello di cantiere con il contatore dei minuti dall’ultimo incidente. Ironia e allarme nello stesso fotogramma. Il nodo della responsabilità Al centro del discorso c’è una questione che lo spettacolo non aggira: quella della responsabilità individuale, troppo spesso spostata altrove. «Si muore da vittime, perché la colpa è sempre di qualcun altro», è la sintesi di Bossi.
È il punto in cui il testo teatrale chiama in causa lo spettatore, non il legislatore. I numeri che fanno da sfondo Il contesto resta quello noto. Dalla legge 626 del 1994, varata su indicazione della Comunità Europea, si sono accumulati decreti, circolari, sentenze, scioperi e manifestazioni. Eppure, sotto quota mille vittime l’anno non si è mai scesi: nel 2025 i morti sul lavoro sono stati 1.090, venti ogni settimana. Informazioni utili Spettacolo: «Tanto a me non succede…» – Riflessioni sulla sicurezza nel lavoro
Data: sabato 26 settembre 2026 Orario: ore 21:00 Sede: Palazzo Gazzoli, Sala Blu, Terni Ingresso: libero Info e prenotazioni: WhatsApp 335 6477229











