“Le peggiori aspettative per il nuovo ospedale di Terni oggi si sono concretizzate. E dico purtroppo perché a Terni il nuovo Santa Maria serve come il pane.
La presidente Proietti ha dato luogo a una supercazzola senza precedenti, un mega pasticcio nel quale non si comprendono modalità e tempi. Anzi, sui tempi abbiamo capito che ci vorrà un prossimo mandato della Proietti per vedere la posa della prima pietra. Dopo aver perso quasi due anni in chiacchiere, la presidente oggi ci fa sapere che ce ne vorranno altri cinque per aprire il cantiere, cioè nel 2031. Nella migliore delle ipotesi, perché se continuiamo con questo passo non arriveremo mai a nulla. La presidente Proietti fa addirittura un passo indietro rispetto a quanto finora deliberato dalla presidente Tesei che aveva definito il Docfap ed era arrivata al documento di indirizzo della progettazione”.
Lo afferma il sindaco di Terni Stefano Bandecchi in una nota pubblicata sul sito istituzionale.
“La giunta Proietti in tre giorni – aggiunge il sindaco – ha approvato atti amministrativi tra di loro contraddittori, che non possono generare una progettualità seria e idonea a realizzare il nuovo ospedale. L’attuale giunta regionale sta camuffando la propria inerzia con un atto che ritorna indietro di anni.
Oggi il quadro economico è ancora più nebuloso, perché si chiama in causa la Cassa depositi e prestiti a fare da advisor senza avere nulla in mano sulle risorse finanziarie. Si parla di Inail ma nei piani di investimenti di Inail non c’è traccia del nuovo Santa Maria.
Una delle pochissime cose che si capiscono è che la Proietti vuole fare l’ospedale a Sabbione, ai confini con Narni, proprio per indorare la pillola del fatto che l’ospedale di Narni e Amelia non si farà più, perché l’ubicazione è folle, perché le infrastrutture stradali a supporto sono da matti, perché non si può pensare di iniziare l’ospedale di Narni e Amelia prima di quello di Terni.
Per essere seria e credibile sulla questione delle coperture finanziarie la presidente ci deve portare gli atti deliberativi che attestano le coperture finanziarie a cui fa riferimento. E cioè: gli atti deliberativi di Inail riferiti ai 280 milioni; l’accordo di programma riferito ai 70 milioni ex articolo 20,nonché alle delibere di cassa depositi e prestiti riferito al mutuo fondo di rotazione per la copertura delle spese di progettazione (30,40 milioni).
Senza queste pezze di appoggio amministrative la presidente Proietti è l’unica responsabile della supercazzola che la Regione vuole propinare a Terni”.











