“Pensare di progettare e costruire una nuova struttura ospedaliera a Terni prevedendo un numero di posti letto inferiore agli attuali, o comunque al di sotto dei 600 posti originariamente stimati, è un errore strategico che non possiamo permetterci. Per il Movimento 5 Stelle, la tutela e il potenziamento dell’ospedale di Terni rappresentano una linea politica e programmatica irrinunciabile”.
Lo dichiarano in una nota il consigliere comunale del M5S di Terni, Claudio Fiorelli, il coordinatore provinciale Daniele Pica e il gruppo territoriale M5S Terni, intervenendo nel dibattito sul futuro assetto sanitario del territorio.
“L’azienda ospedaliera di Terni – spiegano Fiorelli e Pica – è un DEA di secondo livello che risponde a un bacino d’utenza vastissimo e, purtroppo, privo di altre strutture limitrofe in grado di fare da ‘filtro’. Siamo il punto di riferimento naturale non solo per la conca ternana, ma per l’intera area dell’Orvietano e dello Spoletino. A questo si aggiunge la vicinanza strategica con il Reatino: i pazienti del Lazio nord, trovandosi a soli 30 chilometri da Terni, scelgono la nostra struttura bypassando le lungaggini burocratiche dei blocchi regionali sulla mobilità passiva, riversandosi direttamente sul nostro pronto soccorso”.
“Già oggi i posti letto a disposizione sono insufficienti a coprire la reale domanda dei reparti. Ridurre la capacità della nuova struttura a 450 posti, come ipotizzato da alcune forze politiche (Di Girolamo, Pd, ndr), significherebbe paralizzare l’operatività del nosocomio prima ancora di averlo inaugurato. Se vogliamo davvero un progetto ambizioso, capace di rendere Terni l’hub sanitario di riferimento del Centro Italia e il primo polo ospedaliero dell’Umbria nella direttrice tra Roma e Firenze, dobbiamo puntare a un DEA di secondo/terzo livello pienamente attrattivo, mantenendo i 600 posti letto promessi indipendentemente dalle sorti di altri presidi”.
Secondo il consigliere comunale e il coordinatore provinciale del M5S, la chiave per decongestionare l’ospedale di Terni non sta nel ridimensionamento dei suoi spazi, ma in una profonda riorganizzazione della sanità territoriale: “Il nuovo ospedale di Narni-Amelia – continuano – diventa fondamentale e strategico proprio se concepito in affiancamento a quello di Terni, fungendo da vero e proprio ‘filtro’. Per fare questo, la struttura narnese-amerina dovrebbe essere sottratta alla gestione diretta dell’Usl e integrata all’interno dell’azienda ospedaliera. In questo modo si creerebbe una struttura a due stabilimenti interconnessi, dove Narni-Amelia potrebbe farsi carico della bassa intensità di cure, dei day hospital, dei day surgery, delle lungodegenze e di una terapia riabilitativa intensiva, sgravando Terni da quelle criticità che oggi ne ingolfano i reparti. Al contempo, serve un potenziamento immediato e radicale dei servizi ambulatoriali dell’Usl sul territorio. È inaccettabile che i cittadini debbano continuare a rivolgersi all’ospedale per prestazioni ordinarie, come un ecocardiogramma o visite specialistiche, che potrebbero e dovrebbero essere erogate capillarmente sul territorio. Solo restituendo efficienza alla medicina territoriale e garantendo a Terni i posti letto che merita potremo tornare ad attrarre mobilità attiva dalle altre regioni e dare risposte concrete ai bisogni di salute della comunità”.












