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“C’è ancora bisogno di Pride, c’è ancora bisogno di caos”. Lo ha detto Stefano Bucaioni concludendo l’Umbria Pride che ha attraversato questo pomeriggio il centro di Perugia.
Un Pride partecipato da 8 mila persone secondo gli organizzatori.
“Oggi abbiamo percorso le strade che ci appartengono – ha aggiunto il presidente di Omphalos – e anche quest’anno c’è stato chi ha fatto di tutto per silenziarci, per metterci all’angolo, per riversarci addosso tutto l’odio fascista e omo-lesbo-bi-transfobico. Il centrodestra di tutta l’Umbria ha litigato per i patrocini ai Pride. Ce li potete negare, potete bloccare leggi, potete condannarci ma noi saremo qui, ogni anno, sotto i vostri palazzi a ricordarvi che i diritti della comunità LGBT, sono diritti umani, che la libertà di essere se stessi e di amare chi si vuole , è un diritto umano. Saremo in piazza fin quando ci sarà anche una sola persona che verrà discriminata o subirà violenza”.
Rivolto agli esponenti del centrodestra che ha accusato di essere i responsabili politici dei suicidi di questi ultimi giorni di persone trans, Bucaioni ha affermato che “la vostra è, e rimarrà sempre, una battaglia perdente. Quando le nuove generazioni andranno finalmente alle urne, quando la nuova generazione di Pride for Future, quando le nuove generazioni queer andranno a votare, le vostre idee saranno finalmente spazzate via dalla storia.
Il pride – ha concluso il presidente di Omphalos – non finisce oggi, continua, a casa, nella vita di tutti i giorni, con gli amici, nel posto di lavoro, a scuola, all’università. Quel sasso lanciato oltre 50 anni fa a Stonewall, siamo ognuno di noi, siamo orgogliosi di quello siamo, portiamo caos”.

Sul palco anche Luca Montali di “E se domani-Terni”.
Il patrocinio all’Umbria-Pride negato dai sindaci di Perugia e Terni, Romizi e Latini, è stato invece concesso dai sindaci di Arrone, Narni, Spoleto, Assisi, Gubbio, Gualdo Tadino e Panicale nonché, come sappiamo, dalla regione dell’Umbria, dalla provincia di Perugia (non da quella di Terni) e dall’ambasciata Argentina a Roma.











