Il Capo di Gabinetto della Provincia di Terni Raffaello Federighi ha diffuso una nota sull’Asm.
Federighi bacchetta un po’ tutti, dal sindaco Bandecchi per le “modalità opinabili” con le quali ha scelto gli assessori e i vertici delle partecipate, al gruppo consiliare che dovrebbe ” guidare e controllare l’attività della Giunta” e , non ultimo, il neo presidente di Asm, il prof. Niccolò Paoloni che in sede di CDA di Asm che ha deciso l’aumento della TARIC “ha pensato bene di astenersi”. Caldeggia un suo ritorno in una università e ribadisce la richiesta di una commissione d’inchiesta sulla cessione del 49% delle quote di Asm ad Acea.
“L’attuale amministrazione comunale, di cui faccio parte e della quale condivido le responsabilità, è ormai nella fase conclusiva del proprio mandato, quella nella quale si valutano i risultati ottenuti e si analizzano le criticità al fine, auspicabile, di risolverle. Non da oggi, tra le più gravi, ho indicato l’anomalo rapporto tra Giunta e Gruppo Consiliare. È indiscutibile che quest’ultimo, vieppiù in carenza di una struttura partitica, ha la responsabilità di guidare e controllare l’attività della Giunta, che è essenzialmente un organo esecutivo, le cui eventuali iniziative dovrebbero essere valutate e approvate preventivamente dal Gruppo Consiliare. Va da sé che, pur essendo prerogativa del Sindaco nominare i componenti della Giunta (similmente ai vertici delle società partecipate), tale attività prevedrebbe un confronto costruttivo con il Gruppo Consiliare e soprattutto l’individuazione dei criteri di scelta, il cui principale e insuperabile dovrebbe essere il consenso e poi la competenza. Nella prima Giunta dell’attuale amministrazione tali criteri furono disattesi in gran parte e, a causa della criticità operativa evidenziata, il 12/2/2026, la Giunta fu azzerata e sostituita con l’attuale, ma le modalità opinabili di scelta non sono mutate, né per gli Assessori, né per i vertici delle partecipate, provocando problemi evidenti di autorevolezza e accettazione da parte delle strutture organizzate della società civile, oltre ad una serie di carenze decisionali e operative, oggetto delle cronache cittadine.
La più grave di esse è la situazione di Asm spa, che la giunta Latini ha ceduto ad Acea per il 49%, insieme alla governance (mediante patti parasociali indifendibili perché non si è mai visto un socio di minoranza con potere decisionale assoluto), per un prezzo irrisorio. Da tempo esorto a fare chiarezza su tale inconcepibile procedura attraverso lo strumento più idoneo, ovvero una Commissione Consiliare d’Inchiesta, peraltro presente nel programma elettorale.
Conseguenza nefasta di tale situazione è la decisione presa il 6/10/2026, dal Cda di Asm Terni, di aumentare del 4,18% la Taric (tassa sui rifiuti) per 60761 utenze di cittadini e aziende ternane, già oberate dalla tassazione al massimo livello per effetto del dissesto finanziario originato dalla giunta di sinistra guidata dall’allora Sindaco Di Girolamo. Orbene, la decisione del Cda è stata presa, in contrasto con le indicazioni ricevute dal Consiglio Comunale, sia perché l’Amministratore Delegato di Asm (di nomina Acea) ha la prerogativa del doppio voto e sia perché, udite udite – l’attuale Presidente di Asm, di recente nomina comunale, prof. Niccolò Paoloni, ha pensato bene di astenersi dal votare. Sarebbe facile sparare su di lui, rammentando che è stato scelto, proveniente tra Roma e Viterbo, perché “Terni è una città mafiosa”. Questa è certamente ironia del Sindaco, quello che invece è grave, oltre all’atto di astensione, è che il giovane professore non ha mai guidato un’azienda in vita sua ma, ciò va detto, in perfetta similitudine con i suoi predecessori e colleghi di altre partecipate.

Il disastro è quindi facilmente spiegabile. In origine c’è la colpa di un dissesto, seguita dalla scelta sconsiderata di cedere beni dei cittadini con un’operazione eccepibile, infine con ripetute nomine alla Presidenza di persone carenti di competenza specifica, prive di consenso e sprovviste di potere reale, a fronte di un AD, certamente capace, sicuramente dotato dei necessari poteri e con la necessaria esperienza per usarli legittimamente. Tutto questo si traduce in un danno oggettivo e gravissimo per i cittadini ternani, vittime incolpevoli di amministratori politici incapaci e sconsiderati.
Benissimo fa il Sindaco Bandecchi a stigmatizzare, con l’abituale veemenza, la situazione, ma, come ha già dimostrato nel passato di esserne capace, affronti alla radice la situazione, promuovendo un’inchiesta che faccia luce sulla scandalosa cessione, nel contempo rifletta se alcune scelte sono realmente efficaci per quantomeno mitigare i danni, magari un’università romana lo ringrazierà, ma sicuramente lo faranno i cittadini ternani con la moneta del consenso, poiché è noto a tutti e certamente a lui, in quanto imprenditore di oggettivo successo, che “è peggio essere indecisi che sbagliare”, come sostiene il Professore William Strunk jr, il quale ha insegnato brillantemente alla Cornell University, senza mai sognarsi di dirigere un’azienda”.










