Un frase espressa dal sindaco Bandecchi durante i lavori della 2^ commissione consiliare ha fatto scoppiare l’ennesimo caso politico.
La frase incriminata è “rispetto ad assumere maestre brave che vanno ad insegnare a bambini stranieri, preferisco tappare le buche”.
In una nota a firma Di Girolamo (segretario comunale) e Buzzao (segretario giovani democratici) la frase è bollata come “razzista e xenofoba” , non solo, rappresenta “l’ennesimo teatrino mediatico utile a distrarre i cittadini dai gravissimi problemi che stanno colpendo le nostre scuole”.
“Tutti gli studi scientifici e pedagogici – aggiungono i due esponenti Pd – dimostrano che i primi mille giorni di vita sono fondamentali per lo sviluppo cognitivo e relazionale dei bambini. Per questo l’ambiente educativo ha bisogno di figure professionali stabili e di riferimento, l’esatto contrario della precarietà alimentata dalle scelte di questa amministrazione.
La realtà dei fatti ci mostra una gestione fallimentare dei servizi educativi comunali. Nonostante le forti proteste dei sindacati, delle famiglie e delle forze politiche contro la svendita del settore pubblico, la Giunta ha confermato l’intenzione di procedere con l’esternalizzazione degli asili nido di Via Cadore e del “Peter Pan”, cedendoli di fatto ai privati. Davanti a una città in cui ben 173 famiglie hanno chiesto l’iscrizione al nido comunale a fronte di soli 78 posti disponibili, il sindaco ha persino deciso di stracciare l’ultimo piano assunzionale che prevedeva l’ingresso di due nuove educatrici, giustificando la scelta con il calo delle nascite. Si tratta di una visione miope che taglia sul futuro dei bambini ternani per concentrare le risorse economiche sulla viabilità, un capitolo di spesa sbandierato per incassare voti facili”.
Sulla vicenda è intervenuta anche Sinistra Italiana secondo la quale le parole pronunciate da Bandecchi sono “inaccettabili, indegne di chi ha la responsabilità di rappresentare un’intera comunità, parole gravissime. Riferendosi alle maestre che si prendono cura anche di bambini e bambine che non sono nati in Italia, ha dichiarato che questa scelta sarebbe deleteria e che lui preferisce tappare le buche.
Mettere in contrapposizione l’educazione della prima infanzia e la manutenzione delle strade significa non comprendere il valore strategico dei servizi educativi. I nidi non sono un costo superfluo: sono il primo presidio di uguaglianza, inclusione e cittadinanza. Consentono a bambine e bambini di crescere insieme e permettono a molte famiglie, e in particolare alle donne, di lavorare.
L’importanza dell’educazione della prima infanzia è riconosciuta da numerosi documenti nazionali ed europei. Garantire l’accesso ai servizi educativi a tutte le bambine e a tutti i bambini non è una concessione: è un diritto.
Le parole del sindaco non sono una semplice provocazione. Sono coerenti con una precisa visione politica. Lo stesso Bandecchi ha infatti dichiarato che il Comune non dispone delle risorse necessarie per assumere il personale educativo e che l’esternalizzazione dei due nidi era stata decisa già da mesi.
Ancora una volta si ripropone uno schema ben noto: si indebolisce il servizio pubblico attraverso anni di mancate assunzioni e poi si usa questa situazione per giustificarne l’affidamento ai privati”.











