Il 21 ottobre, presso la Regione Umbria, in ambito CAL (Consiglio Autonomie Locali), l’Assessore all’Ambiente Thomas De Luca ha illustrato il Piano Regionale Gestione dei Rifiuti, cui ha partecipato, rappresentando la Provincia di Terni, il capo di Gabinetto Raffaello Federighi
“Sostanzialmente, non è stato un successo – spiega Federighi – poiché la contrapposizione tra favorevoli e contrari non si è sviluppata attraverso un confronto tecnico basato su fatti, bensì come una rigida contrapposizione politica, incentrata sull’appartenenza ai rispettivi schieramenti.
Oggettivamente, ciò non è positivo, poiché collide su considerazioni oggettive: la prima è che, qualsiasi amministrazione elettiva, prima o poi, se ne andrà, la seconda è che le decisioni che vengono prese incideranno sui cittadini, tutti, non solo i propri simpatizzanti, per molti anni a venire.
Purtroppo la sensibilità verso il bene comune, al di là della convenienza momentanea per la propria coalizione, si è persa nelle sterili diatribe partitiche.
Le società industriali producono rifiuti ad un ritmo crescente, quindi essi devono essere gestiti attraverso un procedimento chiamato ‘ciclo dei rifiuti’, ovvero il procedimento mediante il quale essi vengono raccolti, riciclati e smaltiti.
Per smaltimento si deve intendere il recupero e riutilizzo del rifiuto, oppure la sua definitiva distruzione, senza danno verso la salute dei cittadini e l’ambiente, possibilmente producendo energia.
In definitiva, il concetto è che il rifiuto non deve costituire un problema, bensì diventare una risorsa. Gli enti preposti a ciò sono il Comune o Consorzi di Comuni, sotto l’egida normativa delle Regioni. Ecco spiegato l’attuale caos, con Regioni virtuose e altre meno, con situazioni territoriali in cui le varie istituzioni sono omogenee e quindi collaborano e altre in cui cercano d’imporsi le une sulle altre, oppure interdicendosi a vicenda.
Il danno, come sempre, viene sopportato dai cittadini che, sempre più in maniera evidente, dimostrano di non avere alcuna fiducia verso chi li governa, disertando le urne con un astensionismo che ormai è prossimo al 50% degli aventi diritto.
La criticità del piano proposto dalla Regione Umbria – sostiene ancora Federighi – appare evidente laddove ha presupposti da libro dei sogni, come portare la differenziata ben oltre la soglia del reale, vagheggiare l’utilizzo della tecnologia ad idrogeno, molto lontana dal suo sviluppo industriale specifico, non utilizzare termovalorizzatori di ultima generazione, efficienti e vantaggiosi per creare energia a basso costo dai rifiuti e, soprattutto, non affrontare il problema delle discariche.
Le discariche, suddivise per rifiuti non pericolosi e pericolosi, prima di tutto non possono essere una soluzione permanente, bensì un semplice deposito temporaneo in attesa della soluzione definitiva, perché esse costituiscono comunque un danno all’ambiente e un concreto pericolo per la salute dei cittadini.
Ben si comprende quindi, l’accorata e ferma opposizione del Sindaco di Orvieto Roberta Tardani, verso il paventato maggiore utilizzo della discarica in località Le Crete. Mentre appare incomprensibile il rifiuto sostanziale e surreale di confrontarsi su una progettualità concreta, rispettosa dell’ambiente e vantaggiosa per l’economia dei territori, quale è l’articolata proposta del Comune di Terni, che ho provveduto ad illustrare e depositare agli atti.
Considerato il clima generale di sconsiderato muro contro muro tra la Regione Umbria e chiunque non faccia parte del suo schieramento politico, nutro fondati dubbi che il confronto attuale si svilupperà verso esiti sensati e virtuosi.
La Regione, semplicemente, si oppone a comprendere che il rifiuto non deve essere un problema irrisolto, ma deve diventare un generatore di vantaggi economici verso i cittadini e i territori. Le discariche sono una non soluzione (come spazzare la polvere dai pavimenti e metterla sotto i tappeti), costituendo non solo una bomba ambientale ad orologeria, ma anche e soprattutto un generatore di proventi illeciti.
Chiunque si occupi di sicurezza sa che le cosiddette ecomafie gestiscono una percentuale rilevante non solo delle discariche, ma anche dell’intero ciclo dei rifiuti, con guadagni annui stimati in oltre 11 miliardi di euro. Le inchieste poste in essere, anche recentemente, dalle Procure di Terni e Perugia, ci dicono che il nostro territorio non è certamente immune da questo particolare fenomeno criminoso, il cui contrasto passa anche da provvedimenti normativi concludenti delle Istituzioni.
I rifiuti sono dunque una materia sicuramente maleodorante, di fatto e per gli effetti, che andrebbero trattati con buonsenso e lungimiranza e sottratti all’eterno teatrino della politica con accuse contrapposte, sterili polemiche e soprattutto, evidente incompetenza”.











