“Presidente io non ho finito di parlare, lei mi sta togliendo la parola”. “Sì le sto togliendo la parola”.
Botta e risposta fra il consigliere Guido Verdecchia (Gruppo Misto) e la presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli.
Verdecchia ha continuato a parlare, la Francescangeli lo ha espulso dall’aula sottolineando una frase che avrebbe pronunciato il consigliere a lei rivolta: “si commenta da sola”.
Verdecchia sostiene di essersi riferito all’atto, “si commenta da solo”.
” Una frase assolutamente sessista e autoritaria – ha ribadito la presidente Francescangeli – seguita da altre intemperanze. Al culmine delle quali ho invitato il consigliere a lasciare l’aula. Ricordo che il presidente del consiglio comunale ha delle prerogative sancite dalla legge e dal regolamento che non possono essere contestate ogni volta che vengono esercitate per disciplinare i lavori del consiglio. Tra i miei doveri anche quello di limitare interventi ultronei e superflui. Prendo atto con dispiacere che le opposizioni hanno riservato a questo episodio un silenzio eloquente”.
“Quanto accaduto oggi in aula – ha replicato il consigliere Verdecchia – rappresenta un pericoloso precedente di manipolazione della realtà: l’espressione da me pronunciata, “si commenta da solo”, è stata infatti artatamente decontestualizzata per costruire un’accusa di sessismo totalmente infondata e priva di qualsiasi riscontro logico. Tale frase era unicamente e inequivocabilmente rivolta all’atto d’imperio con cui la presidente ha deciso, in modo del tutto arbitrario e senza che vi fosse stata alcuna violazione del regolamento da parte mia, di togliermi la parola durante l’esposizione.
Trasformare una legittima protesta contro un atto di censura in un attacco discriminatorio è un’operazione di un’arroganza inaudita, un maldestro tentativo di vittimismo politico che mira esclusivamente a distogliere l’attenzione pubblica da una gestione autoritaria e parziale dei lavori consiliari”.









