“Esprimiamo estrema insoddisfazione rispetto a quanto riportato al tavolo da parte di Enel, rimarcando l’urgenza di immissione di nuove risorse. Auspichiamo che torni sul territorio con un mandato chiaro ed esaustivo rispetto a quello attuale e che soprattutto valorizzi e non penalizzi il territorio ternano, con una campagna mirata di assunzioni del personale necessaria per risolvere le problematiche che da diverso tempo sono presenti sugli impianti, soprattutto dopo la chiusura del Posto di Teleconduzione”.
Questa la posizione espressa dai segretari territoriali Filctem-Cgil Fabio Mencarelli e Stefano Ribelli, Flaei-Cisl Ciro Di Noia, Uiltec-Uil Doriana Gramaccioni, insieme alle Rsu, dopo l’ultimo incontro tra l’azienda e le organizzazioni sindacali e dopo la conclusione della vertenza sulla chiusura (negativa) del PT di Terni.
“Enel ci aveva assicurato – spiegano i segretari – che, a seguito del superamento del PT di Terni, non si sarebbe pregiudicato il funzionamento degli impianti, che avrebbe garantito il livello occupazionale e che non ci sarebbero stati ulteriori ridimensionamenti. Purtroppo, si è smentita confermando la sua inaffidabilità riguardo il mantenimento degli impregni presi”.
“Riscontriamo il fatto che ‘al peggio non c’è mai fine’. Questa realtà ha perso numerosi posti di lavoro, un importante centro direzionale e continua a essere tenuta in bassissima considerazione da Enel. L’azienda di fatto prosegue la sua politica di restringimento di professionalità e quindi di posti di lavoro nella realtà ternana, ha presentato le attività in svolgimento sugli impianti, quelle da eseguire, i piani di investimento e le manutenzioni ordinarie, evidenziando l’incremento delle attività anche conseguenti al superamento del PT e di tutto ciò che ne comporta. Come investimento sul territorio però Filctem, Flaei, Uiltec si aspettano di più sul lato industriale e di prospettiva”. “ A fronte delle situazioni riscontrate da tempo – aggiungono Mencarelli, Ribelli, Di Noia e Gramaccioni – c’è la forte esigenza dell’immissione di numerose risorse sugli organici deficitari, ma di fatto il segnale che Enel continua a mandare è estremamente negativo e di poco rispetto per la realtà di Terni. Alla riunione l’Enel ,pur consapevole da tempo delle gravi carenze degli organici, si è presentata proponendo solo una probabile assunzione, cosa che stride pesantemente con le necessità e le esigenze degli impianti e del territorio”.
Le organizzazioni sindacali, insieme alle Rsu, hanno rimarcato in maniera unitaria nell’incontro “le criticità legate alla grave situazione dovuta alla mancanza di personale”, sia per quanto riguarda la sezione Esercizio che per la sezione Manutenzione, sottolineando “la forte perdita occupazionale di questa realtà non più tollerabile”. “A maggior ragione, dopo la chiusura del Posto di Teleconduzione , Enel poteva cogliere l’occasione per dare un segnale di attenzione alla nostra realtà fortemente penalizzata e trascurata. A conferma di ciò evidenziamo il caso più eclatante: la situazione di abbandono in cui versa la diga delle Marmore, una delle più importanti e di estrema rilevanza a livello nazionale, che con la chiusura del PT di Terni non è più presidiata nell’arco delle 24 ore, cosa invece prevista e che avviene in tutte le altre dighe, anche di minore complessità. Ci chiediamo se la mancanza del presidio h24, alla diga di Marmore, caratterizzata tra l’altro da un salto tra i più alti in Europa, non incida sulla sicurezza dell’impianto e soprattutto sulla sicurezza del territorio”.
Il perdurare di questa situazione porterà inevitabilmente a una nuova vertenza Terni per Enel.











