Annuncia un ricorso al Tribunale civile di Roma contro il provvedimento della sospensione per 15 mesi dal partito di Forza Italia, il consigliere comunale e vice presidente della provincia di Terni Francesco Ferranti. Non accetterà passivamente la decisione dei probiviri e attacca il gruppo locale del partito. “Anziché prestare tanta attenzione alla lunghezza di questa mia sospensione, sarebbe più importante concentrarsi sulle continue sconfitte elettorali che il nostro partito registra, non ultima quella sul referendum costituzionale sulla Giustizia”.
Fuori dall’intervista che potete seguire qui sotto Ferranti si toglie un sassolino dalla scarpa ricordando che “una collaboratrice dell’onorevole Raffaele Nevi, alla Camera, è una dipendente stipendiata dall’Unicusano di Bandecchi, resto sorpreso, quindi, che questo dirigente nazionale del partito non abbia risolto questa diatriba localistica che fa male a Forza Italia e a tutto il centrodestra”.
Ferranti sospetta che la sospensione sia un provvedimento “ad personam”, contro di lui, visto che con Bandecchi si sono strette molte alleanze sia da parte di Forza Italia che di tutto il centrodestra, che Laura Pernazza ha governato la provincia di Terni con Bandecchi e che lo stesso Bandecchi ha finanziato la campagna elettorale di un dirigente cittadino nel 2022 ( l’on.Nevi, ndr)”.
IL COMUNICATO DI FRANCESCO FERRANTI
Ritengo che anziché preoccuparsi dell’ entità della sentenza , alcuni quadri del partito locale dovrebbero pensare ai risultati pessimi dell’ultimo referendum , ove il no è prevalso in tutte le sezioni del centro città , di norma roccaforti di Forza Italia, tutto ciò nonostante lo spendersi in prima persona di alcuni esponenti recentemente ingaggiati. Prendo atto della decisione del Collegio Nazionale dei Probiviri, che ha parzialmente riformato la pronuncia di primo grado emessa dal Collegio Regionale dell’Umbria. Il Collegio Nazionale ha infatti ridotto la sanzione della sospensione da 24 a 15 mesi, riconoscendo formalmente la mia lunga militanza e l’impegno profuso con successo, per moltissimi anni, al fine di rafforzare la rappresentatività del partito sul territorio. Politicamente non condivido questa linea e questa decisione , poiché Bandecchi orbita nel partito popolare europeo , con Bandecchi ci siamo alleati alle regionali in Umbria e alle elezioni comunali in molte città tra cui Genova , inoltre Bandecchi ha pubblicamente finanziato la campagna elettorale di un esponente ternano del partito alle ultime elezioni politiche del 2022 con ben 30 mila euro.
Tuttavia, pur nel rigoroso rispetto istituzionale del provvedimento, non posso nascondere il mio profondo rammarico per il mancato accoglimento di doglianze che ritengo pienamente legittime e fondate in diritto. Nel corso del procedimento ho evidenziato criticità procedurali dirimenti: dal mancato riconoscimento di un mio legittimo impedimento a presenziare all’audizione, alla compressione del diritto di replica, fino al mancato rispetto del limite di durata del procedimento disciplinare di 60 giorni stabilito dall’art. 69 dello Statuto. Anche nel merito, ritengo di aver fornito in sede giudicante ampia e documentata prova della coerenza del mio operato politico, seppur tali argomentazioni non abbiano trovato il pieno accoglimento sperato.
Per queste ragioni, ed essendo pienamente convinto della correttezza delle mie posizioni, annuncio che impugnerò la sanzione disciplinare dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria. Il ricorso sarà depositato presso il Foro territorialmente competente, ovvero il Tribunale Civile di Roma (essendo la sede legale del Movimento fissata in Roma), entro il termine perentorio di 6 mesi dalla notificazione del provvedimento, così come previsto dall’art. 24, comma 3, del Codice Civile per le associazioni non riconosciute. Confido che in quella sede terza le mie istanze in fatto e in diritto possano essere finalmente riconosciute.
Infine, ci tengo a sottolineare un principio per me fondamentale: la politica si fa tra la gente e per la comunità. Alla fine di ogni percorso, sono sempre i cittadini a dover giudicare in via definitiva l’operato di chi li rappresenta e le urne sapranno riconoscere chi ha sempre profuso impegno e costanza. Forte del lavoro svolto quotidianamente e della dedizione al territorio, su questo fronte, non temo alcun giudizio che non sia conforme alla realtà dei fatti.”










