Di Chiara Furiani
Ci sono i bei concerti, gli esecutori di alto livello, i virtuosi persino.
Poi ci sono gli Artisti, quelli con la A maiuscola, che appena entrano in scena la riempono ancora prima di proferire parola.
Ecco, Peppe Barra è uno di quelli.
E fortunatamente Terni l’ha accolto come meglio non si poteva, riempendo il piccolo Secci fino all’ultimo posto disponibile (l’evento era sold out da mesi) e tributando l’onore di una sentitissima standing ovation finale.
Quello di domenica pomeriggio era un evento speciale nell’ambito dell’ottima rassegna organizzata come ogni anno dalla Associazione Filarmonica Umbra, tra le più attive e longeve realtà promotrici di cultura nella nostra disastrata città, che senza la buona volontà dei privati sarebbe da tempo sprofondata.
Se il focus principale dell’associazione si concentra soprattutto sull’ambito classico, in realtà spesso e volentieri il calendario della FIL si arricchisce di appuntamenti anche di altro sapore.
E tale è stata la serata con Peppe Barra, tra i più illustri interpreti della tradizione partenopea.
Barra è autenticamente una figura a tutto tondo: cantante – e che incredibile voce ancora a 81 anni! – ma anche e forse soprattutto attore.
Tra spunti autobiografi, scorci di vita e d’arte in grossa parte anche familiari – inevitabile il ricordo di mamma Concetta, che col figlio ha condiviso spesso anche il palcoscenico – antiche novelle e canzoni, 2 ore di spettacolo sono volate via in un attimo, e il pubblico sarebbe volentieri andato avanti.
Barra, piacevolmente accompagnato dal bravo pianista Luca Urciuolo, con una inarrivabile verve e uno humor irresistibile, ha impreziosito vecchie canzoni, racconti e memorie, senza mai perdere la presa sul pubblico.
“Papaveri e papere”, “Balocchi e Profumi”, “La pansé”, repertorio vecchio anche di un centinaio d’anni, sotto le sue mani hanno brillato di nuova luce.
Ciliegina sulla torta, un titolo che non poteva mancare arriva come bis.
Quella “Tammuriata Nera” che è stato il brano simbolo della Nuova Compagnia di Canto Popolare, fuor di dubbio la compagine più valida sorta in Italia sull’onda del folk revival anni ’70.
Lo stesso Barra era la voce solista di quella indimenticabile formazione, che fu un incredibile crocevia di talenti.
Tanti ancora gli appuntamenti della Filarmonica Umbra da segnare sul calendario da qui a fine aprile.
Su tutti, impossibile perdersi il pianista tedesco Alexander Lonquich che il 12 aprile sarà accompagnato dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana, in un programma che spazia da Mozart a Mendelssohn.
Al di la degli appuntamenti principali al Secci, il cartellone si arricchisce anche di incontri di studio e approfondimento, concerti per le scuole, masterclass e trasferte fuori città in occasioni di spettacoli di particolare importanza.
Insomma, quella della Filarmonica Umbra è una realtà consolidata che contribuisce davvero fortemente all’arricchimento della vita culturale della nostra città.










