“Quel giorno i suoi veri amici non c’erano , probabilmente, se ci fossero stati, Justin sarebbe ancora qui con noi”.
Questa frase, pronunciata da un amico di Justin Andres Asprilla, al termine del rito religioso, è stata sottolineata da un fragoroso applauso delle tantissime persone che hanno gremito il duomo di Terni per l’ultimo saluto a J. Rappresenta il grido di dolore, il senso di impotenza difronte a una tragedia così grande, inspiegabile.
Poco prima un altro amico aveva detto: “ti chiedo perdono fratello perché questa volta non sono riuscito ad aiutarti, non sono riuscito a fare niente e io non me lo perdonerò mai. Per scusarmi ti prometto che sarò sempre vicino a Carlos, Gloria , Josè e Jordan, perché anche loro sono sempre stati famiglia ma ora lo sono più che mai. Ti prometto che mi prenderò cura di tutte le persone che amavi. Si dice che chi trova un amico trova un tesoro ma noi abbiamo fatto bingo, amico mio. Grazie per essere il fratello che la vita ci ha fatto scegliere, Justin mio mi hai lasciato un grande vuoto ma l’amore per te sarà sempre più grande”.
“Caro Justin io e te abbiamo condiviso momenti indimenticabili, mangiato nello stesso piatto, bevuto dallo stesso bicchiere, dormito nello stesso letto, sorriso insieme, pianto insieme, condiviso gioia e dolore ma soprattutto tanta gioia e sorrisi. Mi manchi amico mio, mi manchi come l’aria”.
Il tema dell’amicizia è stato il filo conduttore di tutta la cerimonia, nel duomo sono risuonate anche le note di una “vecchia” canzone di Dario Baldan Bembo “Amico è” del 1982.
Don Marcello Giorgi che ha officiato la messa funebre, a proposito dell’amicizia, ha detto: “purtroppo spesso sentiamo che ragazzi, per difendere un loro coetaneo, sono stati aggrediti, maltrattati, addirittura sono stati messi a morte. Ecco, davanti a Justin, l’amicizia, per voi tanti ragazzi oggi qui presenti, veramente sia una stella, una meta che vi guida, vi sorregge, vi prende per mano e vi porta a vivere rapporti di onestà , di giustizia, di aiuto, di fraternità”.
Ha parlato anche uno dei fratelli di Justin: “continuo a sperare di vederti entrare dalla porta , sorridere, sentirmi chiamare e invece il silenzio, non sento più la tua voce, fa malissimo; continuo a sperare che qualcuno mi dica che è uno scherzo, un brutto scherzo e invece niente; un dolore che non si può descrivere , mi sento completamente distrutto”.
Lacrime e applausi, fiori bianchi, all’esterno palloncini viola e un grande striscione in spagnolo sul quale c’era scritto: “amore eterno e indimenticabile, prima o poi sarò con te, così potremo continuare ad amarci”.
Justin, un ragazzo dolce e sempre disponibile, con un grande sorriso e una laurea recentemente conseguita con 110 e lode, all’Accademia delle Belle Arti di Roma. Tanti sogni da realizzare e una vita tutta ancora da scoprire. E un destino beffardo e crudele ad attenderlo a Bolsena, un tuffo nelle acque del lago che ha spazzato via tutto lasciando nel dolore più profondo e immenso, i genitori, Carlos e Gloria, i fratelli, Josè e Martin, tutti i parenti e tutti gli amici.










