“L’argomento Moplefan viene seguito, nei fatti, da mesi, un argomento importante con tanti retroscena inquietanti. Tanto per cominciare, e mi dispiace doverlo dire, il primo responsabile di questo fallimento ha un nome e cognome, Francesco De Rebotti. Vado oltre anche, purtroppo, De Rebotti lo ha detto con chiarezza, più volte davanti a tutti, che i soldi che sono arrivati a Terni, oltre 12 milioni di euro (per la Moplefan, ndr) sono della mafia russa, facendo ritirare l’investitore”.
Lo ha detto questa mattina, rispondendo a un atto di indirizzo del PD sulla situazione alla Moplefan, il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi.
Bandecchi ha accusato De Rebotti anche di essere antisionista e la regione Umbria di avere piacere che la Moplefan chiuda. “Chiedo le immediate dimissioni dell’assessore De Rebotti”, ha aggiunto Bandecchi.
La replica dell’assessore allo sviluppo economico De Rebotti non si è fatta attendere: “Avendo appreso delle sconcertanti dichiarazioni del Sindaco Bandecchi, in sede di consiglio comunale, inerenti fantomatici contenuti che a suo dire avrei espresso più volte, anche in situazioni ufficiali, rispetto alla vicenda Moplefan, ho dato prontamente mandato ai miei legali di adottare ogni azione possibile a tutela della mia persona e del mio operato nella funzione di Assessore della Giunta Regionale umbra.
Ritengo penoso l’accaduto – afferma De Rebotti – ultimo atto di una commedia che sta degenerando. L’imbarbarimento civile e politico che tali comportamenti e contenuti determinano, ricade quotidianamente sulla città di Terni e sulla sua storica e riconosciuta attitudine al rispetto di persone e istituzioni. Lo stratagemma poi di attribuire ad altri, in forme in questo caso violente e calunniose, responsabilità complesse, è pratica vecchia e solo propagandistica. La Giunta Regionale continua ad essere fortemente impegnata a collaborare con la proprietà e con gli altri livelli istituzionali per garantire un futuro alla Moplefan e ai suoi addetti, nel delicato periodo in cui è in discussione la continuità della CIGS, elemento fondamentale per dare seguito a una prospettiva di produzione e lavoro”.














