C’è chi lavora sotto sotto per il turismo narnese, chi mette in rete le proprie esperienze, chi crea addirittura un gioco non da tavolo ma da telefono per girare a Narni. Massimiliano Nunzi, narnese, anzi di Montoro, è l’inventore ed è diventato il vero influencer della città. E in pochi lo sanno. Scova i turisti li coinvolge in domande e sensazioni, in maniera intelligente e per niente sperimentata, in un gioco unico. Intanto ha anche trovato un nome al suo gioco, Narnilandia, non era difficile ma ora è pure registrato.
Il gioco è un kit a forma di cilindro, come la scatola di un gioco da tavola — solo che il tabellone è il territorio. Dentro c’è un librogioco cartaceo con gli oggetti dell’avventura, e un’app sul telefono fa da guida. Insieme accompagnano la famiglia tra tappe, indizi e luoghi da scoprire: una caccia al tesoro, un geocaching su misura del nostro territorio.
L’obiettivo è far restare di più chi arriva, fargli scoprire angoli che altrimenti salterebbe e dargli un motivo per tornare.
Circa il 90% del gioco è realizzato qui, sul territorio — dalla tipografia agli oggetti del kit.
Lo zaino in cotone, per esempio, è dipinto a mano dal centro diurno Spazio Famiglia di Amelia. Un turismo che, mentre racconta il territorio, dà lavoro al territorio.
Più avanti verranno aggiunti pure punti fisici — per esempio un totem dove le famiglie potranno stampare una foto ricordo personalizzata da collezionare.
“Perché secondo me è una bella storia: dietro c’è una scommessa (può un essere umano, con l’aiuto di una macchina evoluta, costruire una nuova forma di turismo esperienziale?) nasce dall’esperienza diretta con i turisti e i camperisti che ospito. E non è un’idea improvvisata: dietro c’è uno studio serio sul modello di business, tanto che per portarlo avanti con ordine mi sono preso un’abilitazione in project management” dice Massimiliano. E c’è anche un retroscena ma di quello se ne parlerà poi.














