È scontro di date e di convocazioni fra amministrazioni pubbliche sull’iter che dovrebbe portare alla realizzazione del nuovo ospedale di Terni.
Bandecchi aveva convocato a palazzo Spada per oggi (dopo aver detto a più riprese che finché lui era sindaco la presidente di regione non avrebbe mai più messo piede a palazzo) per una conferenza propedeutica all’accordo di programma per il nuovo ospedale di Terni. La presidente Proietti ha declinato l’invito mandando, comunque,, in avanscoperta il direttore generale dell’azienda ospedaliera Santa Maria, Andrea Casciari e, nel contempo, inviando a Bandecchi una lettera di precisazioni contenente anche un invito a palazzo Donini per il 5 maggio.
“Noi non abbiamo convocato la conferenza dei servizi – afferma Bandecchi – questa dovrà convocarla semmai la presidente se lo riterrà opportuno, noi abbiamo convocato la conferenza propedeutica all’accordo di programma ed è sbagliato affermare, come invece viene fatto nella lettera, che questo tipo di conferenza possa essere convocata solo dalla presidente della Regione.
In ragione di quanto stabilito dalla legge – sostiene Bandecchi – ufficialmente l’accordo di programma parte oggi con questa conferenza, convocata dal sindaco e presidente della provincia che ha facoltà di farlo, per concordare l’accordo che assicuri il coordinamento delle azioni per far diventare il comune stazione appaltante dato che, a differenza dell’azienda ospedaliera ternana, ne ha le qualifiche, quindi l’opportunità.
Aggiungo che è profondamente sbagliato anche sostenere, come ripetutamente affermato dalla presidente, che la competenza in merito alla localizzazione del nosocomio sia della regione che riconosce, nella nota inviataci dalla presidente, il ruolo necessario del comune per i profili urbanistici, edilizi e infrastrutturali.
L’accordo punterà a fare in modo che il Comune, diventando stazione appaltante, possa costruire il nuovo ospedale dopo aver scelto l’ubicazione, per tutelare il diritto alla salute dei 245mila cittadini di questa provincia, che tra l’altro pagano una grande quantità di tasse, soldi che possono essere destinati all’ospedale.
Ad oggi sono stati spesi oltre 60 milioni sul vecchio ospedale e c’è ancora la parte principale della struttura che rimane fortemente deficitaria. Mi chiedo quale sia il senso.
Da adesso in avanti cercheremo di sapere, attraverso questo accordo, quali sono le iniziative che la Regione prenderà da domani, perché siamo davanti al rischio concreto di creare un nuovo ospedale senza usare le strutture appena realizzate, costate 60 milioni.
Sottolineo ancora una volta che non si sta facendo niente per realizzare il nuovo ospedale e che la supercazzola della società che si è occupata dello studio per la localizzazione è un niente cosmico, perché quello studio è fatto al di fuori delle procedure, anche se fatto con denaro pubblico.
La conferenza è iniziata grazie alla partecipazione del dott. Casciari presente, come specificato nella lettera inviata dalla regione, nel quadro di un costruttivo rapporto istituzionale, seppure il direttore della Azienda Ospedaliera, dopo essersi consultato telefonicamente con la presidente Proietti, abbia voluto dichiarare di partecipare soltanto in qualità di uditore, ruolo tuttavia non confermato nella nota”.
LA PRESIDENTE STEFANIA PROIETTI
Come ricordato in una lettera indirizzata al sindaco Bandecchi, che ho fatto precedere da una telefonata, l’Accordo di Programma, secondo la legge, è lo strumento tipico di coordinamento tra amministrazioni per la realizzazione di opere di rilevante interesse pubblico e tra queste rientra la realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero.
Ma il problema è un altro e cioè, “la programmazione, localizzazione e realizzazione di strutture ospedaliere rientra nella competenza della Regione, quale funzione riconducibile alla programmazione sanitaria ai sensi dell’art. 117 della Costituzione e della normativa di settore, con conseguente titolarità regionale dell’iniziativa e della conduzione del relativo procedimento”.
È vero che ogni Comune è interessato dai profili urbanistici, edilizi e infrastrutturali connessi a un’opera pubblica, ma come detto l’attivazione di ogni tavolo finalizzato a un Accordo di programma in questa materia rientra nella sfera di competenza dell’amministrazione regionale e delle aziende del servizio sanitario, cui unicamente compete la responsabilità della pianificazione e realizzazione dell’opera.
Quindi, è stato sottolineato che la ‘convocazione’ della conferenza va oltre le competenze che spettano a un Comune e che soltanto la Regione per la programmazione di un ospedale può attivare un percorso che porta a un Accordo di programma.
Nella stessa lettera ribadisco la volontà e la disponibilità a promuovere un incontro politico al fine di ragionare e approfondire il percorso che porta al nuovo ospedale di Terni, considerato obiettivo strategico condiviso dalla Regione Umbria e dal Comune di Terni. E la data dell’incontro proposta è il 5 maggio presso la sede dell’assessorato alla sanità, dove la Presidente ha convocato il Sindaco Bandecchi insieme alla Direzione Sanitaria e alla presenza dei responsabili e tecnici regionali della programmazione sanitaria.
Quella di oggi non può essere assolutamente considerata una prima riunione verso un Accordo di programma.











