In apertura dei lavori dell’assemblea legislativa dell’Umbria, questa mattina, Laura Pernazza (FI) ha avanzato una richiesta di informativa sull’ospedale di Terni, a cui la presidente Stefania Proietti ha risposto in Aula.
IL RESOCONTO
“Siamo costretti – ha detto Pernazza – a presentare interrogazioni, richieste di informative, a insistere su un tema che è a noi molto caro, che è l’ospedale di Terni. Purtroppo devo denunciare che né in Terza commissione né qui in Aula si parla mai ufficialmente di atti che riguardano l’ospedale di Terni. Dobbiamo apprendere continuamente le sue decisioni, ovvero quelle della Giunta, tramite la stampa o tramite i suoi comunicati, le sue dirette Facebook, insomma tutti strumenti che non riteniamo prettamente istituzionali. Quindi la richiamiamo ad utilizzare i consessi istituzionali, soprattutto la commissione, perché è lì che ci piacerebbe essere aggiornati sull’iter che di un’opera che lei stessa, più volte, ha affermato essere la più importante di questa legislatura. Sono quindi a richiederle chiarimenti sulle decisioni della Giunta in merito al nuovo ospedale di Terni e parto dalla cronologia dei vostri impegni: ottobre 25, la Giunta si impegna nel Consiglio Comunale aperto a Terni a inviare il sito entro luglio 26 febbraio 26; abbiamo chiesto con una mozione che la decisione arrivasse entro tre mesi ma la mozione è stata respinta. Il 22 luglio la Giunta ha approvato l’accordo con Cassa Depositi e Prestiti, l’oggetto è la sostenibilità dell’intervento, i modelli realizzativi e gestionali e le fonti di finanziamento. Si legge chiaramente che si affida a Cassa Depositi e Prestiti l’analisi di linee guida per la redazione del Docfap. Il 29 luglio 2026 viene approvato il quadro esigenziale, 600 posti letto. Il 31 luglio scorso, 9 giorni dopo l’accordo, il Docfap viene presentato e Sabbione risulta prima in graduatoria, ma la delibera non sceglie: prende atto della valutazione tecnica, manda tre alternative al dibattito pubblico e rinvia all’esito di quel percorso. Il 3 settembre 26, da qui il motivo di questa richiesta di informativa, la Giunta non ha indetto il dibattito pubblico, ha dato mandato di individuare chi lo condurrà a descrivere la relazione di progetto. Siamo ancora agli adempimenti preliminari, si prende altro tempo. A quasi due anni dall’insediamento non c’è una decisione, non c’è nemmeno un documento definitivo. La prima pietra, per ammissione della regione stessa, è attesa entro cinque anni, quindi nel 2031. Questa Assemblea non è stata interessata né in Aula né in Terza commissione, né prima né dopo, mentre nel programma di governo è scritto, sempre per suo intendimento, che in sanità va rafforzato il ruolo dell’Assemblea legislativa, ruolo che è veramente invece fuori considerazione, il dibattito pubblico è previsto dalla legge, è giusto che si faccia. Non stiamo condannando la sua decisione di rimettere ai cittadini la decisione e siamo d’accordo su questo. Chiediamo però che la Presidente della Giunta regionale venga a riferire a questa Assemblea e che nella sua informativa indichi: l’accordo con Cassa, depositi e prestiti era finalizzato anche al Docfap, a quali attività oggi è finalizzato l’accordo? Quello con Cassa, depositi e prestiti, approvato con le delibere 8 e 15, è avvenuto in quale sede? Con quale atto e in quale momento l’Assemblea legislativa verrà coinvolta e sarà chiamata a pronunciarsi? Entro quale data sarà indetto e concluso il dibattito pubblico? Chiediamo entro quale data la Giunta assumerà in via definitiva la decisione sulla localizzazione?”.

La presidente Proietti ha risposto “Non entro nel merito delle metodologie di deposito perché non mi appartiene, però le rispondo sul punto e se non vado errato, le interrogazioni, diciamo, sono focalizzate su tre temi: l’accordo con Cassa Depositi e Prestiti e le sue finalità, che vale la pena di chiarire, il coinvolgimento dell’Assemblea legislativa sull’intervento e i tempi per l’indizione e la conclusione del dibattito pubblico con le modalità di espletamento e la decisione definitiva sulla localizzazione del nuovo ospedale. Ecco, per comprendere la correttezza, la trasparenza e anche la linearità dell’azione della Giunta, è necessario ricondurre tutto nel rigoroso alveo del codice dei contratti pubblici, per questo rispondo volentieri a questa interrogazione che ci dà la possibilità di farlo nella sessione più importante. Nel processo che condurrà alla realizzazione del nuovo ospedale di Terni , di cui è stato predisposto un accurato quadro esigenziale da parte della Direzione Sanità, è prevista la realizzazione di un Dea di secondo livello come opera strategica da 600 posti letto e con una superficie possibile di 120mila metri quadri. Solo questi dati bastano a far capire che si tratta di una procedura di opera pubblica complessa, che non ammette scorciatoie demagogiche ma neanche forzature procedurali, che ne vizierebbero la legittimità”.

“Tre – ha detto la presidente – sono i pilastri procedurali fissati nelle recenti delibere di giunta citate nell’interrogazione. La delibera di giunta 815 del 22 luglio 2026, realizzazione del nuovo ospedale Santa Maria di Terni, collaborazione tra Regione Umbria e Cassa Depositi e Prestiti, nell’ambito del programma europeo InvestEU, ci dà la possibilità di usufruire, come dice lo stesso titolo, di un polo di consulenza europeo, appunto, InvestEU, regolamento europeo, a costo zero per le casse regionali. Cassa Depositi e Prestiti non si è affatto sostituita alla Regione. Nella redazione del Docfap, che è stato redatto dal personale regionale della Direzione Governo del Territorio, Cassa Depositi e Prestiti interviene per svolgere un’attività di advisory tecnico-finanziaria, lo ripeto, a costo zero per le casse regionali, perché è finanziata da un programma europeo. Il supporto di Cassa depositi e prestiti servirà a consolidare la sostenibilità economico-finanziaria dell’opera, a verificare le stime dei costi e gli scenari di realizzazione, con particolare riferimento alla parte finanziaria. Il supporto dato da Cassa Depositi e Prestiti ha già consolidato quanto elaborato in merito alle analisi delle linee guida per la redazione del Docfap e all’analisi multicriteria per la selezione degli scenari e delle alternative progettuali, il tutto a costo zero per la Regione. Era un’occasione che andava presa al volo. La Dgr. 864 del 30 luglio 2026 è invece quella che autorizza il documento di fattibilità delle alternative progettuali per il nuovo ospedale di Terni. Prende atto del lavoro fatto dall’assessorato, dalla direzione e dall’ufficio dirigenza delle opere pubbliche e dà indirizzi per il dibattito pubblico. All’esito dell’analisi multicriteria su otto alternative, la struttura tecnica della Regione ha stilato una graduatoria che vede nelle prime tre posizioni l’alternativa 4.5 ‘Nuova Costruzione Sabbione’, l’alternativa 4.2 ‘nuova costruzione in località Campitello’, l’alternativa 3 “nuova costruzione integrata all’attuale sito di Colle Obito”. La Giunta non ha approvato definitivamente alcuna localizzazione, ma in applicazione dell’articolo 40 del Dlgs 36 ha stabilito di sottoporre queste tre opzioni alla consultazione pubblica, alla consultazione della città. Infine, la Dgr 926, del 2 settembre 2026, Nuovo ospedale Santa Maria di Terni, attuazione degli indirizzi di cui alla Dgr 864 del 31 luglio. Per quanto riguarda l’accordo con Cassa Depositi e Prestiti e le sue finalità, l’accordo rappresenta un elemento, secondo noi, di grande eccellenza e di garanzia per la Comunità Umbra. La Regione ha agganciato la progettazione dell’ospedale di Terni alle risorse europee del programma InvestEU e Cassa Depositi e Prestiti fornisce un supporto multidisciplinare. La paternità tecnica e la responsabilità decisionale del Docfap restano in capo alla Regione Umbria e, come noto, l’elaborazione del Docfap è iniziata molti mesi prima e si è avvalsa, per trasparenza sempre, dello studio Binini & Partners, presentato al pubblico nel dicembre scorso. Dal contributo di Cassa Depositi e Prestiti, la Regione potrà trarre la certezza e la validazione della sostenibilità dei quadri economici. Secondo punto, il coinvolgimento dell’Assemblea legislativa sull’intervento è garantito nei tempi e nelle forme previste dallo Statuto e dalle leggi regionali. Il dibattito pubblico è una procedura aperta a tutta la cittadinanza, alle forze sociali, economiche e istituzionali e nessuno vieta ai consiglieri regionali di parteciparvi, anzi. All’esito della consultazione pubblica, vi sarà la relazione finale. La proposta di individuazione delle alternative progettuali saranno trasmesse nelle sedi consigliari competenti, assicurando il pieno e consapevole dibattito politico prima dell’inserimento definitivo dell’opera nella programmazione triennale. Non vi è assolutamente la volontà di dilazionare i tempi, anzi, la Giunta sta applicando con massima tempestività le norme di legge per rendere il procedimento più fluido possibile e anche inattaccabile da ricorsi e contestazioni. Ricordiamo che a settembre 2026, in attuazione della Dgr. 926, la Direzione Governo e Territorio ha avviato le procedure per l’affidamento dell’incarico di responsabile del dibattito pubblico, che prenderà avvio formale con la pubblicazione della relazione di progetto dell’opera”.
“La ricostruzione secondo cui la Giunta starebbe prendendo tempo – ha concluso la presidente – è smentita dagli atti. Il dibattito pubblico non è un inutile orpello burocratico. E non è neanche una perdita di tempo, è un obbligo di legge per opere d’importo superiore a 300 milioni di euro. Ma è anche un esercizio di democrazia partecipativa al quale noi crediamo profondamente. La Giunta regionale ha avuto il coraggio e la trasparenza di non calare una scelta dall’alto, ma di mettere a confronto aperto, davanti alla città di Terni, tutte le opzioni che possono essere praticabili e fattibili risultanti dalla prima analisi di fattibilità e poi dal Docfap. In questo modo la decisione finale che verrà assunta, al termine dei 120 giorni del dibattito, sarà solida sotto il profilo tecnico, sostenibile sotto quello finanziario ma anche inattaccabile sotto quello giuridico e, cosa che ci interessa davvero moltissimo, ampiamente condivisa dalla comunità locale, per poi passare a tutte le sedute competenti delle commissioni e poi dell’Aula”.











