Il Tar dell’Umbria ha accolto il ricorso presentato dalla società Metaner contro la regione Umbria, volto ad ottenere l’annullamento della determina dirigenziale che si concludeva negativamente sulla richiesta di autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto per la produzione di biometano e relative opere ed infrastrutture connesse, nel comune di Narni, località Ponte Caldaro, con capacità produttiva di 500 Sm/3 di biometano da fonti rinnovabili agro-industriali.
Costituiti in giudizio il comune di Narni, il comune di San Gemini, il Ministero della cultura, attraverso la soprintendenza dell’Umbria.
“La sentenza invece – specifica l’avvocato Giovanni Ranalli che assiste cittadini che risiedono nell’area interessata dal progetto – ha rigettato il primo motivo del ricorso volto a contestare la decisione della Regione di incompatibilità dell’intervento rispetto all’area scelta per la realizzazione. Ciò anche se l’area è stata classificata come idonea ai sensi dell’art. 20 comma 8 del Decreto Legislativo 199/2021”.
“L’effetto della sentenza – aggiunge l’avvocato Ranalli – sarà quello di riattivare il procedimento di valutazione del progetto nell’ambito del quale la Regione dovrà specificare le ragioni del diniego motivando in maniera più approfondita le osservazioni presentate dalla società, restando comunque ferma la correttezza del giudizio di non idoneità dell’area, nell’ambito della quale vivono i soggetti intervenuti ad opponendum nel ricorso”.
LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DEL TAR
Narni. Niente biogas. Il progetto di Ponte Caldaro bloccato dalla Regione. Non è chiaro se ci saranno ricorsi













