Prende il via la prima vera applicazione pratica dell’Accordo di Programma Ast sulla qualità dell’aria nell’area siderurgica ternana. La Regione Umbria, Arpa Umbria e il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma hanno presentato questa mattina i dettagli dell’accordo di collaborazione scientifica finalizzato all’analisi dettagliata della qualità dell’aria nella Conca ternana.
Il progetto, intitolato “Analisi di microelementi, elementi in traccia e potenziale ossidativo del particolato atmosferico per la mappatura spaziale dei processi emissivi e del loro impatto nell’area siderurgica di Terni”, rappresenta un passaggio fondamentale per dare attuazione agli impegni assunti dalla Regione Umbria per il risanamento ambientale, mantenendo garanzie occupazionali e produttive. L’attività, che vedrà impegnati i due enti fino a giugno 2027, punta a identificare con precisione le sorgenti di emissioni diffuse, con un focus particolare sul nichel e altri metalli pesanti, fornendo il supporto tecnico-scientifico necessario per la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) in linea con la nuova Direttiva Europea 2024/2881.
Un ruolo centrale è stato svolto dall’amministrazione regionale come sottolineato dall’assessore all’ambiente Thomas De Luca: “La Regione Umbria ha finanziato questo progetto, che è inserito all’interno dell’Accordo di programma Ast, perché abbiamo l’ambizione non solo di riconoscere i problemi ma anche di risolverli attraverso soluzioni basate su un approccio scientifico. L’inserimento del punto sulla qualità dell’aria nell’ottica dell’attuazione della nuova normativa sui metalli pesanti era per noi imprescindibile. Terni può avviare il risanamento ambientale e siamo certi che mettere al centro un approccio scientifico, volto a coinvolgere i portatori di interessi legittimi e i titolari dei diritti per comporre una soluzione, oltre alle soluzioni strutturali come la Rampa scorie, sia la strada giusta”.
Il Direttore Generale di Arpa Umbria, Alfonso Morelli, ha confermato l’importanza strategica dell’iniziativa: “Manteniamo l’impegno preso su mandato della Regione. È un approfondimento tecnico scientifico di estrema importanza perché vede un modello di collaborazione tra istituzioni, ricerca, autorità competenti e imprese”. Morelli ha specificato che l’obiettivo primario è “trovare criticità e individuare le soluzioni migliori per benefici di carattere ambientale e sanitario”.
Dal punto di vista tecnico-scientifico, lo studio si avvarrà di tecnologie avanzate per valutare la dispersione delle polveri e l’impatto sulla salute attraverso lo stress ossidativo.

Lorenzo Massimi, ricercatore del Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza e responsabile scientifico dell’accordo, ha illustrato la metodologia: “Il progetto consiste in un monitoraggio della qualità dell’aria che prevede un campionamento in area outdoor in 10 siti selezionati, sulla base di uno studio preliminare, e all’interno dell’acciaieria stessa, dove puntiamo a individuare 20-25 postazioni in cui installare campionatori a basso flusso”. Massimi ha aggiunto che verranno effettuate “analisi statistiche avanzate per identificare i principali processi emissivi con determinate impronte chimiche sia di particolato che di elementi potenzialmente tossici, valutando la dispersione delle polveri dall’area indoor dell’acciaieria verso l’ambiente esterno”.
L’indagine approfondirà il lavoro che l’Agenzia regionale svolge regolarmente. Come spiegato da Caterina Austeri, dirigente del Dipartimento Arpa Umbria Sud: “Il progetto si inserisce all’interno del monitoraggio ordinario di Arpa che già fa emergere criticità sul nichel. Con questo studio, grazie alle tecnologie e all’elaborazione di dati dell’Università La Sapienza, andiamo ad approfondire la mappatura spaziale del PM10, la presenza di nichel e l’impatto che le sorgenti emissive hanno nelle zone della città circostanti allo stabilimento. L’obiettivo finale è diminuire le concentrazioni di nichel entro qualche anno, attuando misure di riduzione che si andranno ad aggiungere a quelle già in fase di realizzazione come la Rampa scorie al chiuso”.
Alla presentazione è intervenuto anche il responsabile relazioni istituzionali di Ast Giovanni Scordo che ha definito l’intesa “un accordo di pregio che darà indicazioni utili sulle emissioni presenti nel territorio”, confermando che “da anni l’azienda insieme alle istituzioni collabora fattivamente per il miglioramento della qualità dell’aria e anche su questa iniziativa collaboreremo pienamente”.
Il cronoprogramma prevede l’avvio dei campionamenti a gennaio 2026 per la durata di un anno, con la restituzione dei dati finali prevista al termine della campagna di monitoraggio.













