Nel corso di un’affollata iniziativa che si è svolta questa mattina nell’aula consiliare di palazzo Spada il campo largo (larghissimo) è tornato a chiedere le dimissioni del sindaco di Terni Stefano Bandecchi contro il quale, comunque, verrà presentata una mozione di sfiducia che ha già raccolto le firme necessarie (14) anche se i consiglieri di opposizione sono 18 e per mandare a casa Bandecchi, di voti, ne occorrono almeno 17.
Visti gli aiuti sui quali può contare il sindaco in consiglio comunale è lecito supporre che la mozione di sfiducia non passerà ma l’esito del voto consentirà di avere sicurezza sulle stampelle corse in aiuto di Bandecchi e dunque chiarirà chi è all’opposizione e chi no.
“Deve essere chiaro – ha detto Pierluigi Spinelli – quali sono i reali schieramenti all’interno del consiglio comunale e Bandecchi non può pensare di avere la struttura che aveva Ciaurro che governò la città, nonostante l’anatra zoppa, per due anni. Non credo – ha aggiunto Spinelli – che questo sindaco e questa maggioranza (ex, ndr) sia in grado di poterlo fare. La città merita di tornare presto al voto e di poter avere una nuova classe dirigente”.
“Bandecchi si dovrebbe dimettere perché non ha più la maggioranza – ha sottolineato Claudio Fiorelli – 14 consiglieri non gli consentono di andare avanti in maniera stabile. Andare alla ricerca ogni volta, per ogni atto, di qualche consigliere che possa dargli i numeri è qualcosa che non può portarlo alla lunga. La storia ci insegna che queste maggioranze ballerine durano poco. C’è bisogno di una maggioranza che sia stabile”.
Questa mattina a palazzo Spada erano presenti anche tre parlamentari di centrosinistra: Anna Ascani (Pd), Emma Pavanelli (M5S) e Giuseppe De Cristofaro (Avs).
Ascani: “buongiorno Terni, la notte sta finendo”.
Presenti esponenti di tutti i partiti dell’arco progressista, il campo larghissimo (almeno a Terni) che include oltre i partiti maggiori , Pd , M5S e Avs, anche la Casa Riformista-Italia Viva, il Partito Socialista e Rifondazione Comunista.










