Stefano Picerno aveva 37 anni quando è morto. È una delle oltre mille vittime innocenti della mafia. È morto a Milano nell’attentato di via Palestro il 27 luglio 1993. La mafia fece esplodere un’autobomba e il vigile del fuoco Stefano Picerno fu una delle 5 vittime insieme a due suoi colleghi, un vigile urbano e un senza tetto che stava dormendo in una panchina vicina.
Come ha ricordato la sorella Elisabetta, Stefano non avrebbe dovuto nemmeno lavorare quella sera perché era appena tornato dal viaggio di nozze, Ma, la mattina stessa, ha incontrato un collega che gli ha chiesto un favore, quello di sostituirlo, e così è stato.
Oggi pomeriggio, grazie ad una iniziativa di Libera Terni in collaborazione con Unicoop Etruria, l’associazione nazionale vigili del fuoco e la dirigenza scolastica, è stata ricordata la figura di Stefano Picerno. In suo onore, all’ingresso della scuola San Giovanni, è stata scoperta una targa che testimonia il suo sacrificio. Lui che in quell’istituto ha frequentato le scuole medie.
Quindi si è svolta una passeggiata della legalità su alcuni dei luoghi che Stefano ha frequentato nel quartiere.
“Ricordare Stefano insieme a tutte le vittime innocenti della mafia – è stato detto dalla dirigente scolastica Teresa Assunta Fiorillo – significa trasformare la memoria in responsabilità, in giustizia, in impegno quotidiano. È questo il senso della passeggiata della legalità: camminare insieme per ricordare, per conoscere, per scegliere da che parte stare. La scuola è, e continuerà ad essere, un presidio di legalità , è qui che impariamo ogni giorno che nessuno è solo e che insieme possiamo andare più lontano. Camminiamo, dunque, nella stessa direzione per costruire un futuro più libero , più giusto, più bello”.










