Il centenario! È stato degnamente festeggiato a Narni radunando tutti, ma proprio tutti, i giocatori che si sono spesi per la Narnese. Una passerella fatta di ricordi, a volte anche di lacrime, passando davanti ai tifosi, che per una volta hanno portato la passione popolare nel tempio paludato della cultura cittadina. Applausi per tutti: di più per i beniamini di adesso, un po’ meno per i mostri sacri del passato a cominciare da Claudio Amerini, il più anziano giocatore, in forma smagliante che ha ricordato la sua fascia di capitano, che ha ricordato come negli anni Sessanta la società era diventata già semiprofessionistica e che nel ‘63 la Narnese vinse il suo campionato senza sconfitte, record ineguagliato.
Maestro di cerimonia Cesare Antonini coadiuvato da Roberto Vicaretti, ma sul palco, senza nessuna formalità il sindaco Lucarelli, lui la Narnese l’ha vista solo come avversaria (chissà se glielo hanno perdonato), ma il presidente Paolo Garofoli, Danilo Valenti, Ciccarelli, anch’essi preda di forti emozioni, stringevano mani, facevano foto. E’ stata una bella festa orchestrata dal direttore Fabio Moscatelli e dai suoi collaboratori a cominciare da Carlo Calamita, perché dopo cento anni la società è forte (almeno economicamente, sul campo si vedrà) e con un futuro davanti. Nessuno ha voluto ricordare i tempi magri, in un centenario non si fa mai, tutti invece i grandi campionati, la promozione sfiorata clamorosamente in Serie C dietro al Teramo ma davanti, l’hanno sottolineato, alla Ternana, che venne ripescata da Elio Giulivi.
In Umbria pare che non ci siano altri traguardi temporali così lunghi per società calcistiche, che dire anche il Città di Castello ha questa età ma è passata attraverso fallimenti, riprese e ricadute ed oggi nemmeno si sa in quale serie giochi. Anche l’Orvietana l’avrebbe, oggi si è liquefatta dentro la Ternana. Beh, sì, un esempio di come si porta avanti una società calcistica con quella pletora di ragazzini orgogliosi della t shirt rossoblù, che iniziano a portare anche fuori dell’allenamento.
Grandi campioni sulle tavole del teatro, l’estroverso Fabio Cesarini, (il più forte?), il compassato Massimo Costantini, (il più forte?), l’estemporaneo Gianni Matticari (il più forte?), il genio Marco Di Loreto che ha scalato tutte le giovanili della Narnese per poi giocare in Serie A con Perugia (peccato), Fiorentina e Torino, mica pizza e fichi.
Se la sono goduta in tanti sino in fondo, perché il prossimo centenario toccherà ad altri. Di sicuro rimarranno le foto che Leo Emiri raccoglierà, come ha già fatto, per i posteri. Perché di sicuro anche nel 2126 ci sarà ancora chi sventolerà il vessillo rossoblù.











