Nuovo affondo di Francesco Ferranti nei confronti dei vertici locali di Forza Italia. Casus belli , questa volta, è la “tentata adesione” al gruppo consiliare di Guido Verdecchia.
DI FRANCESCO FERRANTI
Da iscritto a Forza Italia da circa 30 anni, da eletto nelle istituzioni comunali e provinciali sempre e solo con Forza Italia da 27, rappresentando nelle ultime tre tornate elettorali 2014, 2018, 2023 da solo, circa il 35% dei voti complessivi del movimento, non può che farmi piacere che privati cittadini aderiscano a Forza Italia firmandone la tessera.
Non posso però non dispiacermi e preoccuparmi del fatto che quanto avvenuto ieri in consiglio comunale, con la dichiarazione del consigliere Verdecchia, che legittimamente cerca una nuova collocazione politica, “dopo essere stato il capogruppo del partito del Sindaco Bandecchi fino a tre mesi fa”, abbia suscitato imbarazzo nell’aula consiliare, generando incomprensioni tra i nostri simpatizzanti oltre all’ennesimo danno di immagine al Movimento, sia a Terni che in tutta la Provincia.
Di fatti in una gestione responsabile del partito, la segreteria comunale, ben conoscendo le norme nazionali e i regolamenti interni che determinano il funzionamento dei gruppi consiliari e la composizione degli stessi, avrebbe dovuto mettere in campo un’attività preparatoria, sviluppando un’interlocuzione tra il consigliere del gruppo misto Verdecchia e il capo gruppo di Forza Italia in consiglio comunale e in consiglio provinciale.
Inoltre questa operazione doveva essere gestita in modo non soltanto rispettoso delle regole ma anche dei 623 elettori (di Forza Italia) che hanno stabilito a chi affidare il mandato di rappresentanza elettiva (il sottoscritto).
D’altronde è palese come Forza Italia stia collezionando sulla stampa locale e regionale pessime figure a partire ormai dal 31 Marzo 2025, ovvero da quando il Presidente della Provincia, all’epoca neo eletto, ci propose di mantenere l’alleanza politica che ci aveva visti correre insieme alle elezioni regionali del Novembre 2024 e poi anche alle elezioni amministrative del Comune di Genova del Giugno 2025.
Sono state di fatti frequenti le uscite dei segretari comunale e provinciale del partito, fortemente critiche e delegittimanti verso l’unico eletto in comune e provincia, perseguite persino ricorrendo ai Probiviri regionali richiedendo la mia espulsione dal partito.
Va sottolineato che il ricorso ai Probiviri è stato presentato da soci o non eletti o da chi, come il vice sindaco di Avigliano Umbro, ricopre questo incarico a supporto del Sindaco del PD.
Purtroppo questi ultimi 14 mesi hanno visto Forza Italia alla ribalta nazionale anche per violente polemiche con la stampa, a causa della censura pubblica inflitta dall’ordine regionale dei giornalisti dell’Umbria a un nostro parlamentare locale, l’unica cosa che gli organi di partito non hanno mai sviluppato sono le proposte amministrative, utili a perseguire l’interesse pubblico da fornire all’unico eletto all’interno delle istituzioni.
Pertanto lo spiacevole siparietto nell’ultimo consiglio comunale non è di certo attribuibile al collega Verdecchia, è bensì responsabilità precisa di organismi locali del partito, che si stanno caratterizzando per una conduzione auto referenziale e temo in totale contrasto con le aspirazioni e i punti di vista dell’elettorato moderato, ben pensante e liberale.
Per tutto quanto sopra esposto nel ricorrere al tribunale civile competente , per chiedere l’ annullamento del provvedimento dei probiviri nazionali , chiederemo anche la valutazione e quantificazione degli eventuali danni di immagine causati dalle condotte degli organismi locali del movimento Forza Italia nei confronti degli elettori e del sottoscritto.











