La scritta “Bandecchi omo di merda, Livorno non ti vuole” è comparsa questa mattina sui vetri della porta id ingresso della sede di “Dimensione Bandecchi”, a Livorno.
Proprio a Livorno, domenica 10 maggio il sindaco di Terni aveva unito civilmente Gianluca Di Liberti, segretario nazionale del partito aal suo compagno Manuel Aspidi. Quell’ “omo”, in vernice rosa, dunque, potrebbe essere anche interpretato come un insulto omofobo rivolto a Bandecchi.
“Si tratta di un gesto arrogante e intollerabile, che condanniamo con la massima fermezza. Questi atti – ha commentato Di Liberti – non rappresentano il confronto democratico, ma soltanto un tentativo meschino di intimidire chi ogni giorno si impegna con passione e determinazione per costruire un’alternativa politica seria e concreta, per la città e il Paese.
Non saranno certo scritte sui muri a fermare il nostro entusiasmo, la nostra libertà di espressione e la volontà di lavorare”.