Sull’annuncio di Bandecchi di aver fondato una nuova Ternana interviene il Movimento 5 Stelle.
“Il fallimento della Ternana – sostengono i 5 Stelle – è il risultato di un sistema fondato su conflitti di interessi, operazioni opache e uso politico della passione rossoverde. La Ternana non è una società qualsiasi. È una parte profonda dell’identità di Terni, un patrimonio popolare, affettivo e sportivo che appartiene alla città, ai tifosi, alle famiglie e alla memoria collettiva di generazioni di ternani. Proprio per questo, ogni volta che qualcuno usa quell’amore per costruire consenso politico, affari privati o operazioni di potere, il danno prodotto alla città diventa enorme. La Ternana è stata utilizzata come leva emotiva per conquistare Palazzo Spada e costruire attorno alla passione rossoverde un progetto politico ed economico che nulla aveva a che fare con il bene della squadra.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la Ternana è fallita e chi ha avuto un ruolo centrale in questo disastro prova ancora a presentarsi come la soluzione. In questi anni la società rossoverde è passata di mano una volta l’anno, sempre a soggetti estranei al mondo del calcio e con una sola costante: tutti sono stati portati da Bandecchi.
Il disegno era evidente: Bandecchi non ha cercato imprenditori solidi per far crescere la Ternana. Ha cercato partner d’affari per tenere in piedi il progetto stadio-clinica.
Un progetto che poteva esporre il Comune a pagare fino a 44 milioni di euro se la clinica non avesse ottenuto i posti letto convenzionati. Una clinica non costruita, non autorizzata e non accreditata, eppure usata come pilastro economico di un progetto presentato come interesse pubblico. Il TAR ha chiarito che quel percorso amministrativo non stava in piedi, annullando la determina comunale perché fondata su un presupposto falso.
L’intreccio tra interessi pubblici e privati che attraversa la giunta Bandecchi è il cuore dell’esposto che il Movimento 5 Stelle, insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra e Rifondazione Comunista, ha presentato al Prefetto di Terni e al Ministero dell’Interno, chiedendo verifiche sulle possibili cause di incompatibilità ai sensi degli articoli 63 e 69 del TUEL. Nell’esposto abbiamo ricostruito un quadro che riguarda il sindaco Bandecchi, la Ternana Calcio, la Ternana Women, i terreni destinati alla clinica privata, il progetto stadio-clinica e i rapporti con il Comune di Terni. A Terni il confine tra amministrazione pubblica, società private, concessioni comunali e interessi privati è diventato sempre più labile. E questo, per noi, è ormai un metodo di governo. Ora, dopo il fallimento, arriva l’ennesima beffa: Bandecchi vuole sfruttare il doppio ruolo di sindaco e imprenditore per rimettere le mani sulla squadra, costruendo la “sua Ternana” dopo aver contribuito a portare la società al disastro. Per farlo si ipotizza persino di passare dall’Orvietana, con un’operazione politicamente inaccettabile ai danni della storia sportiva di un altro territorio. Dopo aver usato la passione dei ternani, si prova a scaricare il prezzo del disastro su Orvieto.
Per il Movimento 5 Stelle la Ternana deve rinascere libera. Libera dai conflitti di interessi, dai debiti lasciati da imprenditori in cerca d’autore e soprattutto libera da chi l’ha trasformata in uno strumento di consenso politico e in una leva per operazioni economiche private. Il Comune di Terni non è il consiglio d’amministrazione di Bandecchi. Terni non è una società privata. La Ternana non è un bancomat. Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze sane della città, ai tifosi, alle associazioni, alle forze politiche e ai cittadini liberi: serve una mobilitazione morale, civile e democratica per impedire che la rinascita della Ternana venga gestita dentro lo stesso sistema che l’ha portata al collasso. La Ternana deve tornare ai ternani”.










