Sono arrivati come si conviene con la cornamusa avanti al piccolo drappello: il maggiore McGregor, l’addetto militare alla ambasciata inglese di Roma, a portare il saluto dei Lothians, il reggimento che nel 1944 aveva attraversato la città tra lo stupore dei narnesi che vedevano da vicino i vincitori per la prima volta. Nel tempo, complice una bandiera, si è instaurato un affetto tra i vincitori di allora e gli italiani, affetto dimostrato con tante visite soprattutto scozzesi.
Oggi in consiglio comunale è stato ribadito un patto tra due nazioni una volta nemiche, ora invece alleate. Il perché di tanta amicizia è da addebitarsi ad una bandiera appunto, quella di Evelina. Lei, Evelina era una giovane e bella ragazza, e guardava sconcertata il passaggio dei Lothians davanti al Monumento ai Caduti. I ragazzi scozzesi appena la videro fermarono il carro e tutta la colonna dietro, scesero con una bandiera italiana che avevano conquistato nelle azioni di guerra: erano ventitreenni e volevano fare colpo con una ragazza. Facevano la guerra da tanto tempo.
Presero la bandiera, l’autografarono e la misero in mano alla stupefatta Evelina. Che la ripose nel cassetto dei ricordi.

Sino a quando non la fece vedere a Ezio Cotini, narnese, storico, che decifrò la scritta e riuscì ad avere un contatto in Scozia. Era sindaco ancora Luciano Costantini quando la delegazione dei Lothians venne in visita a Narni, in una commemorazione generale. Era presente Evelina e la sua bandiera. Erano diventati tutti vecchi ma lo sguardo di ognuno di loro, di Evelina e dei tre carristi, era vispo, lucente e pieno di ricordi, con quel ricordo fissato per sempre. Da quel momento i contatti con i Lothians si sono infittiti sino a quello di oggi.
Ed è toccato a Lorenzo Lucarelli, il sindaco, anch’egli commosso rinnovare voti di amicizia davanti al Maggiore McGregor ed al giovane caporale con la cornamusa.










