di Chiara Furiani
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!La kermesse spoletina si avvicina a grandi passi al suo finale che, come di consueto, sarà celebrato in pompa magna a Piazza Duomo.
Domenica 12 alle 19, 30 sarà la Filarmonica del Teatro Regio di Torino diretta dal Maestro Gianandrea Noseda, con musiche di Menotti, Bernstein e Dvorak a chiudere la manifestazione.
Nonostante manchi poco alla chiusura, il festival continua a sorprendere e a giocarsi ottime carte.
Tutti assolutamente di livello gli spettacoli di danza visti in quest’ultima settimana.
A partire da quel “Sons of Echo” con l’étoile russa Daniil Simkin, intrigante riflessione a passo di danza sugli stereotipi legati all’universo maschile.
Suggestivo, emozionante, elegantissimo “Du bout de lèvres”, collage di quadri ideati dal famoso coreografo francese Benjamin Millepied, ispirati dalle canzoni di Barbara, poco nota dalle nostre parti, ma un vero e proprio mito d’oltralpe.
Altrettanto convincente “Seven Ages” alla Rocca Albornoziana, riuscitissimo mix tra danza e musica da camera, scritta per l’occasione.
Impossibile non citare poi Rocio Molina, vera forza della natura, straordinaria ballerina di flamenco, che col suo “Ejercicios” si mette a nudo con tutte le sue contraddizioni.
Vincente anche il teatro.
Irresistibili i tedeschi Berliner Ensemble con il loro “Biedermann e gli incendiari”, scoppiettante commedia vagamente dadaista dai toni grotteschi ma dal retrogusto amarissimo e tremendamente attuale, ovvero su quanto sia labile il confine tra bene e male.
Infine davvero un plauso a “Le radici di mezzo mondo” serie di cinque testi ispirati ad altrettante figure evangeliche, scritti dal drammaturgo Michele Santeramo e portati in scena, in forma di dialogo con l’autore stesso, da illustri attori del teatro italiano.
Un esperimento che, sulla carta, poteva apparire scomodo e alquanto scivoloso, ed invece è assolutamente convincente, toccante e risulta persino ricco di agganci col nostro presente.
Assolutamente degne di nota anche le mostre ufficiali del festival, in primis quella alla rocca, che ospita le macchine teatrali create per i suoi spettacoli da Dario Fo, eccellente artista figurativo oltre che insuperabile drammaturgo.











