“Una vita interrotta da un colpo di vento, prima di aver dato tutta la sua luce. In questa nostra chiesa non pretendiamo di spiegare l’inspiegabile, di accettare umanamente ciò che è inaccettabile. La domanda nasce spontanea e sale in maniera prorompente: perché a 16 anni? Ma oggi è il tempo della preghiera, non della rabbia, la rabbia – ve lo assicuro – ci uccide dentro. La preghiera può essere balsamo per il nostro cuore dilaniato. Dobbiamo continuare ad amare la vita e la luce. Il nostro Dio, nei nostri giorni, se gli apriremo il nostro cuore, ci aiuterà a vivere ancora per gli altri, a vivere sperando l’impossibile, a volare ancora nelle strade di Narni, Terni e del mondo intero”.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!È quanto ha detto don Angelo D’Andrea, questa mattina, non appena il feretro di Lorenzo Serangeli è stato posizionato al centro della chiesa di sant’Antonio, a Narni scalo, davanti all’altare, per lo svolgimento dei funerali. Chiesa gremitissima con centinaia di persone rimaste all’esterno.
“Nessun incidente – aggiunge nell’omelia – può separarci dall’amore di colui che, per pochi anni, è passato in mezzo a noi, Lorenzo vive nel nostro cuore”.
Poi rivolge un’invocazione a Lorenzo stesso: “aiuta i tuoi genitori a continuare a volersi bene, in tuo nome, aiuta tua sorella a nutrire grandi sogni e grandi speranze. Aiutaci – come ci ricorda un giovane cantautore del nostro tempo, Ultimo – a prenderci cura gli uni degli altri nella consapevolezza che se avessimo cultura dei limiti dell’umanità, saremmo più simili a quel Dio che ci ha desiderato, creato e inviato e ci ha parlato attraverso la tua voglia di vivere, caro Lorenzo. Buon ingresso in paradiso, fratello mio”.
Al termine del rito religioso parlano gli amici e un’insegnante di Lorenzo.
“Caro Lorenzo, non ci sono parole per descrivere quello che è successo, sono passati giorni dall’incidente e non riusciamo ancora ad accettarlo, per tutti noi eri come un fratello, sia per chi ti conosceva da più tempo, chi da meno, passando insieme da momenti indelebili a risate infinite e forse a renderli tali eri proprio tu, con la tua personalità e il tuo modo di fare. Eri e sarai essenziale per ognuno di noi”, hanno detto gli amici.
“Sei stato una persona buona, gentile, altruista e soprattutto un amico”, ha aggiunto un suo compagno di classe.
“Ci sono perdite che non lasciano spazio alle parole – ha detto una insegnante – Lorenzo non è stato soltanto uno studente ma un ragazzo che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e di veder crescere in questi anni. La sua assenza lascia un vuoto profondo e immenso nei nostri cuori. La memoria di Lorenzo continuerà ad accompagnarci ogni giorno”.
Poi tutti i ragazzi escono dalla chiesa. Vanno ad allestire l’ultimo saluto per il loro “Lollo”, il suo nome scritto a lettere d’argento e i palloncini bianchi e azzurri.
Sotto il sole bruciante escono anche i famigliari. Sono travolti dall’affetto delle persone. E sono abbracci forti e lacrime irrefrenabili.
Il dolore dei genitori (Federico e Federica) e della sorella (Sofia) è straziante. Così come quello dei nonni.
Che cosa bruttissima dover piangere la vita di un ragazzo di 16 anni. Che destino crudele, Lorenzo.
Mi piace sperare che da oggi sei una stella tra le stelle, tra le più luminose che brillerà in qualche angolo di cielo.










