“La sinistra regionale sceglie di voltare ancora una volta le spalle alla città di Terni e ai suoi abitanti. Con il voto contrario in Consiglio regionale alla mozione che chiedeva di mantenere distinte e autonome le Aziende ASL Umbria 1 e Umbria 2 e le due Aziende ospedaliere di Perugia e Terni, la maggioranza ha certificato nero su bianco quello che fino a pochi giorni fa tentava di nascondere: esiste un preciso disegno politico di accentramento che penalizza fortemente il territorio ternano e ne riduce progressivamente ruolo, funzioni e servizi”.
È quanto dichiarano, facendo riferimento alla seduta di ieri dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, i consiglieri dei gruppi di opposizione: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc.
“Le parole pronunciate nei giorni scorsi dalla presidente Proietti – spiegano – hanno trovato in Aula una conferma politica gravissima.
Bocciare la mozione significa, infatti, appoggiare l’ipotesi dell’accorpamento delle ASL e dello spostamento di centri decisionali e uffici fuori da Terni. È una scelta che colpisce direttamente la città, i lavoratori della sanità, i cittadini e l’intera Umbria del sud. Togliere la ASL Umbria 2 alla città di Terni significa indebolire la capacità del territorio di programmare servizi, investimenti e risposte sanitarie adeguate ai bisogni della comunità ternana. Significa sottrarre posti di lavoro, funzioni strategiche, peso istituzionale e capacità decisionale a una città che in questo anno e mezzo di governo Proietti ha già subito troppo.
Dopo il ricorso al TAR per fermare il progetto stadio/clinica, dopo aver creato le condizioni per il fallimento della Ternana calcio, dopo la notizia del trasferimento della Domus Gratiae e lo stop al progetto del nuovo ospedale pubblico, ecco arrivare un altro gravissimo schiaffo a Terni e ai suoi abitanti.
Ancora più grave è il comportamento dei consiglieri regionali ternani della sinistra, che, invece di difendere la propria città, hanno scelto l’obbedienza politica ai vertici della sinistra regionale. L’assessore De Rebotti, i consiglieri Filipponi e Proietti (Pd) e Simonetti (M5S), avevano il dovere morale e istituzionale di stare dalla parte di Terni. Hanno preferito piegarsi alle logiche di partito e obbedire agli ordini di scuderia, votando contro gli interessi del territorio che dovrebbero rappresentare e svendendo la tutela della propria comunità. Una scelta che i cittadini ternani difficilmente dimenticheranno”.











