Colli sul Velino, piccolo borgo della provincia di Rieti incastonato in una posizione strategica a pochi passi da Terni, ha ufficialmente vestito i panni di una galleria d’arte a cielo aperto. Un itinerario unico, dove il paesaggio si fonde con la ricerca estetica contemporanea, trasformando vicoli e piazze in un percorso narrativo di rara potenza.
L’iniziativa è il frutto di un progetto ambizioso, curato dall’architetto Francesco Bellardi, realizzato dagli artisti de “La Schola” di Franco Bellardi. Sotto la direzione artistica dello stesso Maestro Bellardi e con il coordinamento organizzativo dell’associazione culturale Art Lab, il borgo è diventato il palcoscenico di creazioni emblematiche.
Non si tratta solo di estetica, ma di una vera e propria operazione di rigenerazione urbana e culturale. La metamorfosi di Colli sul Velino è stata resa possibile grazie ai fondi dell’Unione Europea – Next Generation EU nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza M1C3, intervento 2.1 “Attrattività dei borghi storici”.
Il tocco del Maestro Franco Bellardi è evidente nella coerenza stilistica del percorso: una direzione artistica che ha saputo guidare talenti diversi verso un’unica visione corale, rispettosa dell’identità del borgo, ma coraggiosamente proiettata verso il futuro. Come dice Bellardi dietro ogni murales c’è un pensiero, un significato, non si tratta di fumetti.
“Gli artisti hanno lavorato in un modo veramente incredibile e aggiungo, con la massima convinzione, che c’è una differenza nel fare il murale in un modo o nell’altro. Quali sono questi due modi? C’è il murale esclusivamente illustrativo, cioè che illustra un’immagine e c’è il murale, invece, che interpreta e arricchisce il dipinto per raggiungere un fatto artistico, cioè per raggiungere un significato da interpretare. I nostri murales sono artistici, cioè ognuno di loro ha una storia, una storia che va letta”.
Per ammirare questi lavori è stata organizzata un’originale passeggiata d’autore con la Banda musicale di Colli sul Velino e la voce narrante di Federico Micanti.
A Colli sul Velino i muri sono diventati tela e la storia si intreccia con il linguaggio universale dell’arte. Un esempio virtuoso di come i fondi europei possano tradursi in bellezza permanente.










