È stato aperto circa un anno un nuovo filone di indagine sulla scomparsa di Barbara Corvi, la donna di Montecampano di Amelia della quale non si hanno più notizie dal 27 ottobre del 2009 quando aveva 35 anni.
Gli indagati, per omicidio e occultamento di cadavere, sono l’ex marito Roberto Lo Giudice e suo fratello , cognato di Barbara Corvi, Maurizio Lo Giudice che hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella scomparsa di Barbara.
“Circa un mese fa abbiamo ricevuto, dalla Procura di Terni, un invito per un accertamento tecnico irripetibile relativo alla presenza di Dna su delle cartoline spedite da Firenze alcuni giorni dopo la scomparsa di Barbara Corvi e recapitate ai figli, in cui c’era scritto, a firma della donna, che ‘stava bene’ e che aveva ‘bisogno di stare per un po’ da sola’”, ha spiegato l’avvocato Cristiano Conte, che insieme al collega Giorgio Colangeli difende la posizione di Roberto Lo Giudice, arrestato nel marzo del 2021 e quindi archiviato dal gip di Terni nel dicembre del 2024.
Barbara Corvi, non ci sono elementi sufficienti contro il marito. Nuova richiesta di archiviazione della Procura di Terni
“Cartoline già oggetto, in passato, di un’analisi grafologica – ha aggiunto l’avvocato Conte – che aveva escluso che fossero state scritte da Barbara Corvi, dal marito, dai figli e da una serie di altre persone. Quando nei giorni scorsi siamo stati convocati per il conferimento dell’incarico, abbiamo appreso che questa indagine era stata riaperta da circa un anno e non perché fossero emersi nuovi testimoni, prove, indizi o ritrovamenti. Ma perché una giornalista, nel 2024, aveva fatto un servizio, in via del tutto autonoma, nell’ambito di una trasmissione Rai. Servizio giornalistico basato, peraltro, sulle dichiarazioni di un pentito di origini pugliesi già giudicate irrilevanti e inattendibili tanto dalla Procura di Terni, nella richiesta di archiviazione, che dal gip, che aveva poi deciso in tal senso.
In occasione della convocazione presso la procura di Terni per l’accertamento tecnico irripetibile, comunque, ci siamo riservati, chiedendo successivamente al gip di procedere con le modalità dell’incidente probatorio. Ad oggi non abbiamo avuto riscontro di questa istanza”.
“Gli straordinari progressi della biologia forense e nuovi spunti investigativi consentono, oggi, di aprire promettenti spiragli di verità sulla scomparsa di Barbara Corvi – ha commentato i nuovi sviluppi l’avvocato Giulio Vasaturo, legale dei genitori e delle sorelle della donna scomparsa – La famiglia di Barbara segue il lavoro degli inquirenti con la massima fiducia e pieno sostegno”.
Sulla scomparsa di Barbara Corvi “abbiamo il dovere di non lasciare alcunché di intentato”: a sottolinearlo è stato il procuratore della Repubblica di Terni, Antonio Laronga, dopo la riapertura dell’indagine.
“Sono passati più di 16 anni – ha aggiunto – ma il progresso scientifico ci consente oggi di provare questi accertamenti per ricostruire l’accaduto. Nuove indagini genetiche che vogliamo applicare alla vicenda”.
“Mi stanno distruggendo la vita ancora una volta, giusto che la procura faccia le sue indagini, per carità di Dio. Ho dato la mia massima disponibilità in questi diciassette anni di indagare su di me – ha detto Roberto Lo Giudice – mi sono messo a disposizione per quanto riguarda le macchine, per controllare qualsiasi cosa loro vogliono. E anche adesso mi sono rimesso a disposizione di dare il mio Dna per le cartoline, i loro accertamenti, qualsiasi cosa loro vogliono. Purché si arrivi alla verità perché questa non è vita”.











