La ex presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini (Pd) è stata condannata a un anno e otto mesi di reclusione nel processo d’appello per le presunte irregolarità nei concorsi banditi dall’Azienda ospedaliera di Perugia e dall’Usl Umbria 1 (dagli inizi del 2018 all’aprile 2019).
Una sentenza arrivata nonostante la richiesta di assoluzione da tutti i reati contestati “per non aver commesso il fatto” avanzata dalla procura generale.
Condanne invece a due anni, con la sospensione condizionale della pena, per l’ex sottosegretario e segretario regionale del Pd Gianpiero Bocci e per l’ex assessore regionale alla sanità Luca Barberini (assolti invece dall’accusa di associazione per delinquere).
La ex presidente Marini era già stata assolta in primo grado dal reato associativo.
In primo grado era stata condannata a due anni, essendo stata ritenuta colpevole dei reati di rivelazione di ufficio e falso.
Sia lei che gli altri indagati hanno sempre sostenuto la correttezza del loro comportamento.











