“Straordinaria riuscita dello sciopero dei lavoratori dei Servizi Ambientali, con un’adesione media che si attesta al 90%, ma con punte del 100% in tantissime aziende, per rivendicare il diritto al rinnovo di un contratto scaduto da oltre due anni”.
Così Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel che fanno sapere come, la giornata di oggi, “segna solo una tappa di un percorso che andrà avanti, intensificandosi, nelle prossime ore, a partire da mercoledì 10 novembre quando con l’Attivo nazionale unitario in programma decideremo insieme lo sviluppo di questa mobilitazione”.
Anche in Umbria l’adesione si attesta oltre il 90%, “a dimostrazione – commentano dalle segreterie regionali Fabrizio Cecchini di Fp Cgil, Pasquale Qualatrucci di Fit Cisl e Stefano Cecchetti di UilTrasporti – di una volontà per un rinnovo del CCNL di Igiene Ambiente degno del lavoro importante e sempre più impegnativo che svolgono le operatrici e gli operatori delle aziende umbre troppo distratte, queste ultime, circa le negative conseguenze in ordine alla salute dei propri dipendenti, a fronte di notevoli carichi di lavoro della raccolta differenziata porta a porta, ma tese solo al mero interesse degli utili da intascare”.
Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel puntano il dito contro le associazioni datoriali, Utilitalia per la parte pubblica, Confindustria Cisambiente e Fise/Assoambiente per quella privata, insieme alle tre centrali cooperative, Agci, Confcooperative e Legacoop, “responsabili della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di settore”. Per i sindacati, inoltre, “bisogna riconoscere il diritto al rinnovo del contratto a questi lavoratori, soprattutto dopo il servizio svolto nel corso della pandemia, è doveroso”.
Nel merito, rigettando le richieste datoriali, Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel rivendicano: contratto nazionale unico e di filiera attraverso l’allargamento del campo di applicazione verso gli impianti di riciclo; rafforzamento delle relazioni industriali attraverso un sistema maggiormente partecipativo dei lavoratori; evoluzione delle condizioni di lavoro per tutelare la salute degli operatori; sviluppo delle norme sul mercato di lavoro e dei processi di formazione continua; miglioramento in maniera armonica della classificazione del personale; perfezionamento degli articoli contrattuali relativi ai lavoratori degli impianti; esigibilità contrattuale della clausola sociale; accordo economico che non tenga conto solo delle percentuali inflattive e che sviluppi maggiormente il welfare contrattuale e le varie indennità.











