Terni torna al centro di un’azione di solidarietà nazionale che guarda lontano. Giovedì 26 marzo, nel quartiere Brancaccio di Palermo, è stato inaugurato e benedetto il nuovo “Cubo della Salute”, l’ambulatorio mobile per la Telemedicina donato dalla Fondazione Aiutiamoli a Vivere ONG, la cui sede nazionale è a Terni e da cui ha preso forma l’intero progetto. Un intervento che conferma come dalla città umbra continui a irradiarsi un impegno di concreta solidarietà capace di raggiungere territori fragili in Italia e all’estero.
La cerimonia si è svolta presso il Poliambulatorio di Prossimità di Via San Ciro, luogo che rappresenta un presidio fondamentale per chi vive difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari. L’inaugurazione è stata aperta dalla benedizione impartita da Don Sergio Ciresi, Parroco di Brancaccio, che ha richiamato il valore di un gesto capace di unire tecnologia, responsabilità e vicinanza alle persone più vulnerabili.

Il “Cubo della Salute”, giunto a Palermo il 18 marzo per la messa in opera, è un ambulatorio sanitario mobile dotato di una piattaforma tecnologica integrata che consente visite da remoto con medici di medicina generale, specialisti e professionisti ospedalieri. All’interno, un assistente sanitario attiva il collegamento e supporta il medico nella rilevazione in tempo reale di parametri clinici fondamentali, dalla pressione arteriosa al tracciato ECG, fino alla trasmissione di immagini diagnostiche. Si tratta di una prestazione sanitaria completa, basata su protocolli certificati e su un sistema sicuro di gestione dei dati.
Oltre alla telemedicina, il modulo permette di effettuare esami diagnostici essenziali: analisi rapide del sangue e delle urine, screening dermatologici, controlli oculistici e valutazioni cliniche utili a individuare precocemente condizioni di rischio. La sua presenza nel cuore di Brancaccio rappresenta un passo decisivo verso un modello di cura più vicino alle persone, capace di intercettare bisogni reali e orientare i pazienti verso percorsi sanitari adeguati.
L’esperienza del Cubo affonda le sue radici in un progetto nato proprio dalla sede ternana della Fondazione. Il primo modulo, donato all’Ospedale di Yasinia in Ucraina e inaugurato il 14 febbraio 2025, aveva già dimostrato la sua efficacia grazie al collegamento diretto con l’equipe italiana del Prof. Carlo Ventura, ricercatore di riferimento per la Medicina Rigenerativa dell’INBB di Bologna, in collaborazione con l’Ospedale Sant’Orsola. Un modello che ha garantito continuità assistenziale in un territorio segnato dalla guerra e che oggi trova applicazione anche nelle periferie italiane.

La scelta di destinare il nuovo “Cubo” al Centro di Accoglienza “Padre Nostro”, fondato dal Beato Pino Puglisi, è maturata attraverso un dialogo approfondito tra l’Associazione guidata dal Presidente Maurizio Artale e la Fondazione Aiutiamoli a Vivere ONG, rappresentata dal Presidente Fabrizio Pacifici. Un confronto che ha portato alla decisione condivisa di avviare un intervento capace di generare un impatto immediato e duraturo, grazie anche alla collaborazione di UNICHECK srl, partner che affianca la Fondazione tanto nei contesti di guerra quanto nelle periferie italiane.
L’inaugurazione ha assunto un valore simbolico ancora più profondo perché ha richiamato l’eredità di due figure che hanno segnato la storia della solidarietà e dell’impegno civile: il Beato Don Giuseppe Puglisi e Padre Vincenzo Bella, Socio Fondatore della Fondazione Aiutiamoli a Vivere insieme all’attuale Presidente.
Con l’arrivo del “Cubo della Salute”, il quartiere Brancaccio di Palermo riceve non solo un presidio sanitario innovativo, ma anche un segno tangibile di speranza. E Terni, ancora una volta, si conferma il punto da cui parte un impegno che attraversa l’Italia per raggiungere chi ha più bisogno, dimostrando come la tecnologia, guidata da responsabilità e solidarietà, possa diventare strumento di giustizia sociale.











