Sull’annuncio di Bandecchi di aver fondato la nuova Ternana interviene il consigliere comunale del Pd, Pierluigi Spinelli.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!“Bandecchi punta di nuovo ad essere il salvatore della patria e ad entrare nella ‘storia’ della Ternana.
Ha annunciato sui suoi canali social la nascita della ‘Ternana Bandecchi 1925’: perfino il suo cognome unito al nome della società. Una scelta che dice molto. Fatto mai accaduto prima.
Secondo quanto circola, la nuova squadra dovrebbe ripartire dalla Serie D attraverso il titolo sportivo dell’Orvietana. È facile immaginare che verrà costruito uno “squadrone” per vincere subito e riportare la Ternana nel calcio professionistico”.
“Ma qui non siamo coinvolti in una favola sportiva – spiega Spinelli – Siamo davanti ad un enorme problema politico, istituzionale e amministrativo.
Nel 2023 la Segreteria generale del Comune di Terni aveva già espresso un parere netto sull’incompatibilità tra la carica di sindaco e quella di presidente della Ternana Calcio. Un documento chiarissimo, che richiamava il rischio di sovrapposizione tra funzione pubblica, interessi privati e rapporti con l’amministrazione comunale.
Da allora il nodo non si è sciolto. Anzi, è diventato ancora più evidente.
La convenzione del Liberati, il progetto stadio-clinica, il ruolo della Ternana, i terreni su cui erigere la clinica privata, i rapporti con il Comune: tutto continua a intrecciarsi in modo opaco. In Consiglio comunale abbiamo già denunciato l’errore gravissimo di legare la proroga dell’utilizzo dello stadio al percorso stadio-clinica. La Ternana va tutelata, sempre, non può essere usata come leva politica per imporre altri progetti.
E nel frattempo emerge un dato politico sempre più evidente – sostiene ancora Spinelli – Bandecchi sembra interessato a tutto tranne che a fare il sindaco. A investire, acquistare, trattare, costruire operazioni economiche e mediatiche, spesso ignorando i confini dell’opportunità. Ma amministrare una città è un’altra cosa.
Il punto vero è questo: oggi Terni ha un sindaco e una giunta che appaiono sempre più distanti dalla realtà e dalle esigenze concrete.
Ora Bandecchi annuncia una nuova Ternana con il proprio nome dentro. E allora la domanda diventa inevitabile: davanti a questo scenario, chi dovrebbe investire davvero nell’asta del 22 maggio?
La Ternana è della città, dei tifosi, della sua storia. Non può diventare un marchio personale, né uno strumento di consenso, né il perno di un sistema in cui pubblico e privato si confondono pericolosamente.
Altro che ‘storia bella’. Qui serve chiarezza. Subito”.











