Una discussione, di quelle civili e costruttive, sta affascinando e comunque interessando i narnesi, anche perché tutti vedono il motivo del contendere: la grande ciminiera costruita negli anni Ottanta dalla società Sgl Carbon. All’epoca era fonte di progresso: riusciva a mandare da altre parti, lontane, i fumi, ei nocivi IPA ( Idrocarburi Policiclici Aromatici) che si sviluppavano all’interno dei forni.
All’epoca a nessuno importò l’impatto visivo, che tutto era meno che trascurabile, tutto era in funzione della fabbrica. Ai tempi si pensò anche ad una “quinta arborea” perché coprisse la fabbrica. Insomma, ora lo stabilimento è davvero chiuso e in molti dubitano che possa ripartire.
Più: la tecnologia permetterebbe le stesse produzioni anche senza quel grande camino. E ancora: Narni è diventato una città turistica e avere alle spalle quel “sigaro” di cemento non fa bene. Non fa bene! Non fa bene? Intanto per l’abbattimento ci vorranno svariate centinaia di migliaia di euro e la fabbrica se rimarrà chiusa di sicuro non ce le metterà. E poi perché non trasformarla in una attrazione? Sandro Di Mattia, architetto, ha pensato ad un diverso uso, colorarla, renderla interessante, visibile ma bella. “Colorarla. Metterci elementi caratteristici del territorio. Rendere unico uno scenario che così potrebbe anche essere deturpante”. Una attrazione, che a Narni, tolti i Sotterranei, peraltro già prenotati per tutto l’anno, non esiste.
A supporto della tesi si Di Mattia c’è la linea attuale quella che non prevede l’abbattimento di alcunché ma la sua conservazione. A Birmingham tanto per fare un esempio puntuto, il nuovo stadio di calcio, il secondo di tutta l’Inghilterra, si sta costruendo con ben sette ciminiere delle vecchie fabbriche di mattoni. Addirittura, due di esse sono state anche ricostruite, per rilasciare l’idea di quello che è stata una delle città più industriali del Regno Unito: insomma a Birmingham mica se ne vergognano.
Ovviamente c’è anche un partito del buttare giù subito la ciminiera ed è capitanato a Mauro Belvedere un operatore turistico: forte sui social non fa mai mancare la spinta alla demolizione. È il bello della disputa.















