La sezione terza giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei Conti ha assolto oggi l’ex sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo , l’ex assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi e altri 5 fra funzionari e dirigenti del comune di Terni per la vicenda della mancata riscossione della Tari (anno 2014) che aveva causato un danno erariale pari a 250 mila euro.
Di Girolamo e D’Ubaldi furono condannati, in primo grado, a pagare 50 mila euro, al Comune, funzionari e dirigenti, 30 mila.
Perché Gli organi politici hanno introdotto un quadro regolamentare caotico e incerto, in considerazione della omessa chiara definizione del nuovo riparto di compiti e le competenze da ripartirsi tra uffici del Comune e Asm”.
Con la sentenza 94 di quest’anno tutti invece sono stati assolti in appello.
“Con la sentenza 94/2026 della Corte dei Conti (sezione terza giurisdizionale centrale d’appello) viene definitivamente riconosciuta la correttezza degli amministratori, a partire dall’ex Sindaco Leopoldo Di Girolamo e dall’ex Assessore al bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi, del Comune di Terni, fino ai dirigenti e funzionari coinvolti, in relazione alla vicenda Tari 2014. Un pronunciamento – a giudizio di Francesco Filipponi consigliere regionale e Pierluigi Spinelli, capogruppo Pd a palazzo Spada – che ristabilisce ancora una volta la verità in merito a quanto accaduto a Terni durante l’ultima consiliatura di centrosinistra, restituendo la giusta immagine e dignità alle persone impegnate in una vicenda tutt’altro che semplice da gestire. Una ricostruzione rigorosa dei fatti che, a distanza di anni, ha portato all’assoluzione di tutti: nessuno di loro ha avuto atteggiamenti di disinteresse nei confronti della cosa pubblica durante l’espletamento delle proprie funzioni.











