C’è chi aveva sollecitato il comune a prendere decisamente l’iniziativa e “conquistare” tutta l’area della ex Terni Chimica, diciotto ettari infrastrutturati, che sono, tranne qualche eccezione, ormai allo sbando. Non è davvero intenzione dell’Ente Pubblico prendere in gestione diretta una simile proprietà. E’ invece assolutamente interessato a come si svolgerà l’asta di aggiudicazione dell’area che il tribunale di Milano terrà a breve.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Interessato perché auspica una reindustrializzazione, molto aleatoria, ed anche per un problema pratico, quello dell’acqua potabile. Sempre il comune aveva dirottato dentro la fabbrica due sorgenti copiose e per quasi un secolo aveva risposto alle esigenze della società Terni per l’acqua. Ora non sarà più così: il Comune vuole vedere, controllare, toccare con mano l’entità dell’investimento rimisurando l’apporto della acqua potabile. Altrimenti quelle due sorgenti saranno indirizzate verso l’acquedotto pubblico.
Perché questa presa di posizione? Perché nel bando si lasciava intendere che quelle due sorgenti erano comprese nella fabbrica e l’acquirente l’avrebbe avuto in regalo. Non sarà così. Il Comune se le riprenderà. A meno che…










