In tutta la vicenda c’è una sola certezza: il grande vascone davanti allo scarico della centrale è chiuso per problemi di sicurezza, che l’Enel, con grande calma, sta per risolvere. Ci vorrà ancora tempo. Un anno, sicuramente, l’ultimo. Questa la certezza, il resto solo chiacchiere. La famiglia Caponi sostiene di aver registrato il marchio delle Mole e quindi ha dato autorizzazione di chiamare quello che una volta era un solarium, “la passerella”. L’area delle Mole si trova adesso, a detta della società, all’interno della famosa Domus Octavia. La cosa vera è la sicurezza dei bagnanti che deve essere tutelata in ogni modo, di quei bagnanti che vorranno scendere al fiume. Gli altri che invece entreranno nella Dimora Octavia, di proprietà della famiglia Caponi potranno farlo perché quella struttura è aperta.
Dice Lucarelli: “Una volta completato l’intervento, le Mole (lo dice il sindaco) torneranno a essere quello che devono essere: un luogo straordinario, aperto a tutti, riconosciuto ufficialmente come sito balneabile, vissuto in piena sicurezza. Su questo mi impegno personalmente. Su questi temi servono serietà, rispetto dei fatti e senso di responsabilità. Chi preferisce la polemica alla comprensione di ciò che sta realmente accadendo non aiuta Narni: la danneggia”.
L’Enel, colpevolmente in ritardo per guardare al territorio ma prontissimo a far girare quasi gratis le turbine, dovrà finire i lavori, mettere a punto il sifone, riprendere in mano la questione in maniera definitiva. La famiglia Caponi ha anche lamentato che l’Enel non parla con loro. L’Ente di stato ha un solo interlocutore, il Comune secondo i propri indirizzi. Magari sarebbe interessante da parte del Comune avviare da adesso incontri per trovare una soluzione alla questione della godibilità. La poca flessibilità di tutti, anche dentro il Comune mica si scherza, potrebbe anche impedire di godere della grande vasca per i prossimi sei – sette anni, sino a quando non scadrà la convenzione.
La sicurezza innanzitutto: il documento del Comune è stato tecnicamente predisposto dall’Enel con l’ottica, sia chiaro, della tutela, e quindi ineccepibile. Questa la presa di posizione del sindaco. Si aspetta nello stretto giro di posta anche quella, immancabile, della famiglia Caponi.











