In tutta la vicenda c’è una sola certezza: le Mole sono chiuse, sono chiuse per problemi di sicurezza, che l’Enel, con grande calma, sta per risolvere. Ci vorrà ancora tempo. Un anno, sicuramente, l’ultimo. Questa la certezza, il resto solo chiacchiere. Qualcuna anche stravagante: la famiglia Caponi sostiene di aver registrato il marchio delle Mole e nessuno da oggi potrà mai più nominarle. Un esempio: c’è un famoso profumo Roma. Il sindaco Gualtieri dovrà rivolgersi alla casa produttrice del profumo anche solo per spedire una lettera? Quisquiglie: la cosa vera è la sicurezza dei bagnanti che deve essere tutelata in ogni modo, di quei bagnanti che vorranno scendere al fiume. Gli altri che invece entreranno nella Dimora Octavia, di proprietà della famiglia Caponi potranno farlo perché quella struttura è aperta: il fiume però lo vedono al di là delle cannucce. Un’altra certezza?
Dice Lucarelli: “Una volta completato l’intervento, le Mole torneranno a essere quello che devono essere: un luogo straordinario, aperto a tutti, riconosciuto ufficialmente come sito balneabile, vissuto in piena sicurezza. Su questo mi impegno personalmente. Su questi temi servono serietà, rispetto dei fatti e senso di responsabilità. Chi preferisce la polemica alla comprensione di ciò che sta realmente accadendo non aiuta Narni: la danneggia”.
L’Enel, colpevolmente in ritardo per guardare al territorio ma prontissimo a far girare quasi gratis le turbine, dovrà finire i lavori, mettere a punto il sifone, riprendere in mano la questione in maniera definitiva. La famiglia Caponi ha anche lamentato che l’Enel non parla con loro: ma perché dovrebbe! L’Ente di stato ha un solo interlocutore, il Comune e bene fa, se lo ritiene opportuno, bypassare qualsiasi altro soggetto. Magari sarebbe interessante da parte del Comune avviare da adesso incontri per trovare una soluzione alla questione della godibilità. La poca flessibilità di tutti, anche dentro il Comune mica si scherza, potrebbe anche impedire di godere delle Mole (chissà se si potrà scrivere) per i prossimi sei – sette anni, sino a quando non scadrà la convenzione.
La sicurezza innanzitutto: il documento del Comune è stato tecnicamente predisposto dall’Enel con l’ottica, sia chiaro, della tutela, e quindi ineccepibile. Questa la presa di posizione del sindaco. Si aspetta nello stretto giro di posta anche quella, immancabile, della famiglia Caponi.










