Il Prof. Alvaro Caponi e la Società Agricola Le Mole S.r.l. hanno presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria, attraverso gli Avvocati Antonio De Angelis e Daniele Proietti del Foro di Terni, contro il Comune di Narni in relazione alla procedura avviata per la co-progettazione e valorizzazione del sistema “Gole del Nera – Borgo di Stifone – Le Mole”.
Il ricorso è diretto contro l’Avviso pubblico del 13 luglio 2026, relativo alla manifestazione di interesse degli Enti del Terzo Settore per la co-progettazione ai sensi dell’art. 55 del Codice del Terzo Settore, e contro la Deliberazione della Giunta Comunale n. 150/2026, oltre agli eventuali atti connessi e conseguenti.
I ricorrenti chiedono al TAR, in via cautelare, di sospendere l’efficacia della procedura con riferimento alla co-progettazione e gestione dell’area denominata “Le Mole di Narni” e, nel merito, di annullare gli atti impugnati, integralmente oppure nella parte relativa alle Mole.
Uno dei punti centrali del ricorso riguarda la natura privata del compendio delle Mole.
Secondo quanto rappresentato nell’atto giudiziario, l’area denominata “Le Mole di Narni” coincide con un compendio immobiliare di proprietà del Prof. Alvaro Caponi, comprendente, tra l’altro, l’antico Mulino delle Conce, il complesso dei mulini storici, resti archeologici, il frigidarium romano restaurato, il museo archeologico e il Parco Le Mole di Narni.
Il compendio è stato concesso in affitto agrario alla Società Agricola Le Mole S.r.l., che vi esercita attività agricole, agrituristiche, turistico-ricreative e di valorizzazione ambientale ed è, secondo quanto riportato nel ricorso, titolare del marchio registrato “Le Mole di Narni.
Nel ricorso si sostiene che la prosecuzione della procedura potrebbe condurre alla selezione degli Enti del Terzo Settore, all’avvio dei tavoli di co-progettazione, alla definizione del progetto e alla successiva convenzione, con effetti sull’area delle Mole che i ricorrenti ritengono difficilmente reversibili.
È stata inoltre richiesta, qualora il TAR la ritenga necessaria, una verificazione o consulenza tecnica d’ufficio per accertare, tra l’altro, l’esatta individuazione catastale delle aree, la disponibilità giuridica della piattaforma da parte del Comune, la conformità dell’opera ai titoli edilizi, la sua destinazione funzionale originaria e le effettive condizioni di stabilità e sicurezza rispetto all’uso pubblico programmato.
«La decisione di rivolgerci al TAR non nasce dalla volontà di ostacolare la valorizzazione delle Gole del Nera, di Stifone o del territorio narnese. Al contrario, riteniamo che un patrimonio di tale importanza debba essere valorizzato attraverso progetti seri, trasparenti e rispettosi delle regole. Ciò che non possiamo accettare è che una proprietà privata, sulla quale una famiglia investe da oltre cinquant’anni e sulla quale oggi opera regolarmente una società agricola, venga inserita in un progetto destinato alla gestione di soggetti terzi senza che proprietario e società siano stati preventivamente coinvolti. Abbiamo quindi scelto di affidarci alla Giustizia Amministrativa, chiedendo al TAR dell’Umbria di verificare la legittimità degli atti adottati dal Comune. Saranno i giudici, ai quali riponiamo piena fiducia, a stabilire se le nostre contestazioni siano fondate.»











