Alcuni consigli, non richiesti, e suggerimenti disinteressati per affrontare le criticità della mobilità e della sosta selvaggia alla Cascata delle Marmore.
DI ALBERTO PILERI, EX ASSESSORE COMUNALE
La “bella notizia” è il grande afflusso di turisti e visitatori nell’Area del Parco Naturalistico della CASCATA DELLE MARMORE – Belvedere Inferiore e Superiore – durante i weekend di Pasqua, del 25 Aprile e del 1° Maggio. Segno tangibile e visivo dell’attrazione e dell’interesse che registra il nostro Bene Culturale ed Ambientale per Eccellenza, unitamente al Lago di Piediluco, alla Valnerina Ternana – da qualche settimana sono fruibili al pubblico gli affreschi restaurati della Chiesa di San Pietro in Valle in Ferentillo – e Perugina – in primis Norcia, con la riapertura della Chiesa di San Benedetto ricostruita, dopo gli eventi catastrofici del terremoto del 2016, con metodiche ingegneristiche di avanguardia.
La ” brutta notizia”, il dato negativo, è il contesto e la dimensione di “parcheggiopoli” che ha assunto il paesaggio intorno alla Cascata delle Marmore. Che ne compromette l’immagine ed il brand.
Il serpentone di lamiere di auto, bus, camper, moto e veicoli di ogni genere, nelle giornate di punta si estende e copre l’intera area, da vocabolo Toro fino al centro abitato di Collestatte Piano, lungo la SS 209 Valnerina. Situazione analoga si registra al Belvedere Superiore, a Marmore.
Esauriti e stracolmi i parcheggi a pagamento: tanto quelli nelle aree comunali, quanto quelli nelle aree private – ex Stabilimento Società Prodotti Chimici,Viscosa Umbra ex Snia – Viscosa; il parcheggio “Pasquale”, ex Tiro a Segno – la SS 209 Valnerina è utilizzata come parcheggio di emergenza ai due lati della strada, compresi gli accessi al depuratore delle acque. I turisti in fila indiana che percorrono a piedi la strada statale per avvicinarsi alla Cascata, accedere alla biglietteria e agli ingressi, costretti a schivare le auto in transito.
La crescita dei flussi turistici alla Cascata delle Marmore è un dato ed un fatto incontrovertibile. Consolidato da lustri. A partire dai primissimi interventi realizzati con i Programmi PIM – Programma Integrati Mediterranei degli anni 1989/1993 – le prime sperimentazioni del ticket di ingresso, introdotto negli anni 1998/99, i progetti finanziati con i fondi comunitari per favorire l’accoglienza e la fruizione di servizi adeguati e dignitosi – anno dopo anno, in questi ultimi 25 anni, le politiche e le azioni intraprese dalle Amministrazioni Comunali che si sono succedute ed alternate, hanno prodotto risultati apprezzabili e positivi.
Fondamentale e di assoluta rilevanza è stato il grande intervento di bonifica e consolidamento dei movimenti franosi, a monte e a valle del balcone di travertino superiore e dei costoni rocciosi, con la realizzazione dei pozzi, per la messa in sicurezza dell’area. Lavori imponenti, finanziati con ingenti fondi statali, realizzati dalla Regione dell’Umbria negli anni 1989-2008, che hanno consentito di contenere e ridurre i fenomeni franosi, portando il livello della sicurezza del rischio di dissesto idrogeologico dal livello R4 a livello R2. Un sistema di osservazione e monitoraggio installato consente di conoscere e registrare le dinamiche ed i movimenti della roccia e della terra.
A fronte dei grandi investimenti per i lavori effettuati, e finanche dei risultati economico-finanziari della gestione degli ingressi – i ripetuti adeguamenti del prezzo del biglietto di ingresso e dei prezzi dei parcheggi pubblici a pagamento, apportano consistenti introiti nelle casse comunali – la “Questione Cascata delle Marmore” sembra aver perso interesse e rilevanza strategica come asset per le politiche di crescita, sviluppo e valorizzazione sostenibile per il territorio e per la nostra città di Terni. Si fanno campagne di promozione e marketing pubblicitario, soprattutto la Regione Umbria, di tanto in tanto qualche argomento viene gettato nello spazio della comunicazione, come l’ascensore e la funivia panoramici, la navigazione del canale Drizzagno fra Marmore e Piediluco . E’ stata abbattuta la passerella in ferro che collegava l’ex stabilimento di Papigno, perché giudicata pericolosa.( i resti , come rottami, giacciono in bella vista ). Ma non c’è METODO, non si avverte da tempo la tensione, il respiro dell’approccio alla dimensione del PROGETTO INTEGRATO WORK IN PROGRESS. Work in Progress perché la Cascata è un “Cantiere Aperto ” da due millenni! Un Progetto indispensabile per mettere in fila le priorità alla luce delle necessità, per definire gli obiettivi, le azioni da intraprendere per elevare gli standard delle infrastrutture, dei servizi e dell’offerta ambientale, culturale, turistica, orientata a tenere insieme storia, tradizione, ed innovazione. L’equilibrio tra forma materiale e forme immateriali e virtuali.
Queste carenze di fondo sono alla base tanto di atteggiamenti minimalisti ( la Cascata delle Marmore come location e set per la celebrazione di matrimoni, spot e sequel tele cinematografici ), quanto dei voli pindarici e degli insuccessi clamorosi registrati in questi ultimi 10 anni per andare dietro ad ipotesi campate in aria , approssimative, demagogiche ed infondate che non hanno retto alla controprova dei fatti, come :

In attesa di vedere le prime imbarcazioni cariche di registi, attori e comparse attraccare al molo del Cineporto, che il Paese dei Balocchi di Marmolandia prenda forma – con Pinocchio, Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe – al momento ci dobbiamo accontentare delle foto e dei video social della Biga Romana guidata dal Console che apre le porte dell’ex stabilimento per accoglie i rappresentanti del Cantamaggio Ternano e gruppi di Maggiaioli, cui è stato concesso qualche spazio all’interno dei capannoni industriali di Papigno. Meglio meno ma meglio di niente! Evviva sempre il nostro Cantamaggio che ha compiuto 130 anni di vita, la festa popolare che ogni anno si rigenera e rinnova grazie all’entusiasmo e all’impegno di tanti volontari appassionati.
Non potendo trattare in maniera adeguata ed approfondita le questioni essenziali per inquadrare le coordinate del “Progetto Integrato Cascata delle Marmore”, in queste brevi note possiamo indicare solo alcuni capitoli:
1. il territorio dell’asta del Fiume Nera, da Collestatte e Torre Orsina fino alle porte della città di Terni, Pentima e Viale Brin, è profondamente segnato dalla Storia della Civiltà dell’Energia, dell’Industria e del Lavoro degli ultimi 150 anni! Una valle in cui giganteggiano le Cattedrali della Modernità e Contemporaneità Industriale.
e) Canale Nerino. Costruito dal Comune di Terni per portare l’acqua alla Fabbrica d’Armi e alle Acciaierie.
Cosa demolire e rimuovere – perché di scarso interesse, in condizioni troppo fatiscenti, di scarso valore architettonico ed ambientale. Cosa invece salvare, mettere in sicurezza, bonificare (non con tempi biblici !), recuperare, riqualificare e rigenerare per il riuso e per quali attività. Sono queste le domande cui occorre provare a dare risposte concrete, reali, sensate, consapevoli delle difficoltà e delle ingenti risorse materiali ed immateriali necessarie per un progetto di grande respiro che necessita di tempi di realizzazione medio lunghi.
Altre cattedrali del Lavoro ancora attive :
– La Memoria della Grande Storia del nostro Territorio, dall’Unità d’Italia ad oggi, da far vivere con la realizzazione del MUSEO DELLA STORIA DELL’ENERGIA , DELL’INDUSTRIA E DEL LAVORO;
Lo sguardo, la proiezione e la tensione verso il futuro: transizione ambientale, energetica, digitale e dell’innovazione high tech, ricerca e sperimentazione, automazione, AI.
3. Cascata delle Marmore, centri storici di Collestatte, Torre Orsina, Papigno, Piediluco ed il centro abitato di Marmore: come costruire relazioni virtuose fra il Centro/Cuore Cascata delle Marmore ed il Fiume Nera, con i centri abitati ed i territori a ridosso dell’area. Che sono parte integrante ed imprescindibile, dal punto di vista ambientale e paesaggistico. In primo luogo migliorando la qualità della vita economico sociale e gli standard dei servizi pubblici, a partire dalle manutenzioni ordinarie e straordinarie, dal recupero, riqualificazione e rigenerazione dei centri storici. La “riconnessione” fra Cascata e territorio è il prendersi cura del complesso dell’unità.
Ma come provare a dare nell’immediato risposte soddisfacenti per attenuare e migliorare le criticità della mobilità e della sosta parcheggio? Quali azioni intraprendere e quali interventi possono essere effettuati in poco tempo e con pochi costi in vista della imminente stagione estiva?
Occorre tornare a Papigno, all’ ex Stabilimento Elettrochimico. Prendendo in considerazione la possibilità concreta di utilizzare le aree e le superfici interne – previa ripulitura, delimitazione, messa in sicurezza, segnaletica e sistemi video sorveglianza – dei piazzali esterni ai Capannoni, per ricavare diverse centinaia di posti auto.
Le aree di sosta così ricavate possono inoltre usufruire degli immobili già recuperati – negli anni 2010-2014 Fondi UE Bando TAC, Turismo Ambiente Cultura – sul fronte via Carlo Neri, ex portineria ingresso dipendenti e veicoli mezzi, dove possono essere allestiti servizi di accoglienza, biglietteria, informazioni turistiche, bar ristorazione, e servizi bus navetta per portare i turisti alla Cascata.
È un consiglio, non richiesto, ed un suggerimento senza diritti di copyright! Nasce da un sentimento di viscerale attaccamento ed amore per questi luoghi. Dove, chi ha orecchi per sentire ed occhi per vedere, oltre l’effimero ed il contingente, avverte l’energia, la forza e lo spirito del lavoro e dei lavoratori che l’hanno popolato. Sono le “Nostre Piramidi”, la “Nostra Valle dei Templi” !











