Sono ventiquattro gli studenti dell’IC Narni centro, che lo scorso aprile, grazie al programma europeo di mobilità Erasmus +, hanno sperimentato un periodo di viaggio e studio di una settimana presso un paese ospitante europeo. Ed ancora oggi ne parlano con emozione. Perché la loro non è stata una normale gita scolastica. Il progetto Erasmus +, infatti, prevede uno scambio culturale tra scuole di diversi paesi europei. Ma andiamo con ordine. Circa un anno e mezzo fa, la professoressa Anna Golino, dirigente scolastica dell’IC Narni Centro, che oltre alle scuole di Narni comprende anche quelle di Otricoli e di Calvi, ha cominciato a lavorare sull’accreditamento all’Indire dell’istituto comprensivo da lei diretto. “È stato un percorso lungo e tortuoso – ha confessato la preside – ma sono molto soddisfatta del risultato ottenuto. La nostra scuola è stata valutata in base alle attività già in essere, ed è rientrata a pieno titolo nel progetto di mobilità, che riguarda non solo gli studenti, ma anche i docenti ed il personale tecnico amministrativo. Un successo che dimostra la buona qualità del nostro operato, e la validità del nostro istituto comprensivo.” Via via che il progetto ha cominciato a prendere forma, si sono delineati i dettagli. Il progetto, interamente finanziato con fondi europei sia per il viaggio, che per il vitto, l’alloggio e perfino per le visite culturali e l’accesso ai musei, prevedeva un numero limitato di partecipanti. Così, è stata effettuata una selezione tra gli alunni delle terze, le classi individuate per la partenza, sulla base del merito scolastico. Per ogni classe, sono partiti sei alunni. Di questi, i dodici della scuola Umberto I di Narni sono andati a Varsavia, mentre i sei della scuola Leopardi di Otricoli insieme ai sei della scuola Fiorentini di Calvi sono volati a Zagabria, accompagnati da alcuni dei docenti di classe.
Mete diverse per rientrare nei vincoli del progetto, ma stesso periodo per tutti, per sottolineare l’unitarietà della scuola. Per alcuni ragazzi, c’è stato anche il battesimo dell’aria, perché era la prima volta che viaggiavano in aereo. Per tutti invece è stata l’occasione di allontanarsi da casa per alcuni giorni, sperimentando un’indipendenza controllata, e di confrontarsi con alunni loro pari di diversa cultura e lingua. Sia a Varsavia che a Zagabria, infatti, gli studenti italiani sono stati accolti da istituti aderenti al programma come scuole ospitanti. “I nostri ragazzi hanno potuto vedere e toccare con mano il modo di vivere e di frequentare la scuola dei loro coetanei europei, il tutto impreziosito da uscite sul territorio con visite a monumenti e siti culturali: un’esperienza che ha portato ai nostri studenti un arricchimento non solo culturale ma soprattutto umano”, dichiara la prof.ssa Micheli, una delle accompagnatrici. “La scuola che ci ha ospitato a Zagabria si trova al centro, dietro alla piazza principale – racconta Margherita, studentessa di Otricoli. – La scuola ospita circa 500 studenti, si sviluppa su tre piani, ed ha il parquet per terra. Le lezioni sono in croato, ma hanno molte ore settimanali di inglese, ed ogni 45 minuti di lezione fanno una pausa, ma il loro orario giornaliero è più lungo del nostro, ed infatti pranzano nella mensa interna. È stato bello anche visitare la città, che ha una parte superiore di carattere medievale ed un inferiore in stile imperiale; è ricca di chiese. Abbiamo anche visitato il museo del cioccolato!”
Anche gli alunni di Narni hanno evidenziato qualche aspetto sia sul piano didattico che per quanto riguarda l’edificio scolastico. “Siamo partiti di sabato, quindi abbiamo avuto un giorno e mezzo per visitare la città, – racconta Giulio – tra cui il museo della scienza, che è molto interessante ed ha anche attività interattive. Poi da lunedì siamo andati a scuola, per conoscere i nostri nuovi compagni ospitanti, ed abbiamo scoperto che, tra le altre materie, hanno otto ore di inglese a settimana e con la loro docente di lingua, che è una famosa tiktoker, parlano solo in inglese. Hanno una mensa molto bella, ma si mangia meglio in Italia. Però nella loro scuola c’è la piscina, perché nelle ore di motoria fanno anche nuoto.” I docenti accompagnatori sono concordi nel dire che gli alunni sono stati molto bravi e collaborativi. Hanno impiegato qualche giorno per rompere il ghiaccio con i loro coetanei e poi si sono sentiti a loro agio. “È stato un piacere vederli parlare in inglese con i loro pari, sentirli raccontare delle proprie scuole e delle proprie tradizioni, e saperli intenti a fissare i propri pensieri sui loro diari, per rileggere più avanti i ricordi e le emozioni di questa esperienza unica e indimenticabile”, dicono dalla scuola. La sensazione di sentirsi a casa è stata tale che la scuola di Varsavia ha avviato la procedura di gemellaggio con l’IC Narni Centro.
I comuni di Calvi, Narni ed Otricoli hanno colto l’occasione per affidare agli alunni degli omaggi da consegnare alle scuole ospitanti: dei libri del territorio di Calvi, il busto del Giove di Otricoli, il bando della Corsa all’Anello di Narni insieme allo stemma cittadino, accompagnati dall’iconica riproduzione del Mortier che ritrae Narni vista dall’alto. Chissà che non ne nasca un gemellaggio tra città. Si tratta della prima esperienza di questa portata per l’Istituto narnese. La buona notizia per gli studenti dell’IC Narni Centro è che, poiché il programma Erasmus+ si svolge per un triennio, per i prossimi due anni scolastici è già assicurato, e per questo motivo altri ragazzi avranno la possibilità di mettersi in gioco e partire per una nuova meta. Ma dalla scuola fanno sapere che, ora che l’esperienza è stata provata ed è risultata molto positiva, si daranno subito da fare per successive candidature. Ci sono tutti i presupposti perché il progetto Erasmus + diventi una caratteristica distintiva dell’IC Narni Centro.











