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Lo Spazio Polifunzionale della biblioteca Comunale di Terni, in piazza della Repubblica, ospita la prima mostra personale dell’architetto Paolo Leonelli. Si intitola “Architetture” ed è curata da Madè Eventi.
“Succede così, che un architetto dalla storia lunga e importante – ha avuto modo di scrivere Franco Profili – arrivi solo oggi e per vie non certo scontate né facili, a proporre la versione pittorica del suo pensiero. Pagine di pittura che sin dai tempi degli studi giovanili, in un arco di tempo che sfiora ormai il mezzo secolo, accompagnano e fanno da contraltare ad una carriera professionale come architetto riconosciuta e piena di successi e soddisfazioni.”
Leonelli ha un personale lessico espressivo, una narrazione esplicitamente figurativa della realtà liricamente trasfigurata. Nella profondità del dettaglio svela la costruzione dello spazio e ne definisce la profondità con raffinati giochi di luce ed ombra. La tensione creativa è intensa ed espressa con sofisticati equilibri tra forze.
Leonelli usa il polistirolo per i suoi lavori.
“Con lo smalto su un supporto diverso ci vuole mezz’ora per farlo asciugare, spiega, invece sul polistirolo asciuga mediatamente. Siccome io vado sempre un po’ di fretta, mi è sempre piaciuto fare le cose così. Ho un’idea la faccio, la sviluppo, magari in un giorno o due la finisco e così ho inventato questa cosa.”
“Se la scelta del polistirolo, materiale facile da lavorare, da incidere, da scavare e da colorare richiama le trame delle facciate e dei materiali usati in architettura ed è scelta direi naturale e perfettamente in linea con le libere divagazioni dell’artista, scrive ancora Profili, sono le scelte stilistiche a fare la differenza. I dipinti che raccontano porzioni di luoghi ben riconoscibili ai più e che comunque ci vengono resi con un punto di vista in cui le certezze e il conosciuto vivono e si rapportano con porzioni di architetture, linee e colori messi volutamente fuori posto e fuori s-quadro. La scelta di smontare i modelli riconosciuti dall’occhio umano, e poi di renderli – ancora perfettamente funzionali ai nostri occhi – diversi dall’originale è una matrice costante nel lungo, silenzioso e intimo, lavoro di Leonelli. E se a fare i conti con quelli ti si aprono cuore e mente, è invece con i pochi ma potenti lavori giocati sui primi piani letti come attraverso una lente d’ingrandimento e sui particolari strappati alla materia e lavorati con improbabili colori, che l’artista arriva a chiudere il suo personale cerchio. E a portare l’architettura dipinta nelle braccia della poesia.”
La mostra “Architetture” di Paolo Leonelli sarà visitabile fino al 28 aprile.










